Tempo di lettura: 2 minuti

Loading

Stato della criosfera 2023: a rischio i ghiacciai di tutto il globo

Tra due settimane inizia la Cop 28 di Dubai. Un momento piuttosto atteso per il clima e che arriva dopo i segnali di disgelo tra Cina e Stati Uniti che non può che avere riflessi anche sulla questione ambientale. Intanto, c’è da annotare un altro elemento che dovrebbe finire sui tavoli di discussione a Dubai: l’International Cryosphere Climate Initiative ha prodotto un report sullo stato della criosfera 2023, secondo cui un riscaldamento globale in salita di 2 gradi significa provocare trasformazioni drammatiche alle calotte glaciali e ai ghiacciai in tutto il globo. L’unico modo per limitare l’aumento significativo del livello dei mari e la fusione delle masse glaciali che coprono poli e catene montuose più elevate è restare intorno agli 1,5 gradi

Il rischio di aumento dei mari

Forse, nulla di nuovo, ma è la conferma che l’aumento comporterebbe un aumento “esteso, potenzialmente rapido e irreversibile” del livello degli oceani a causa della fusione delle calotte glaciali. Ma già prima di quella soglia, a un livello di riscaldamento globale compreso tra 1,5 e 2 gradi, la maggior parte degli studi scientifici ormai fissano l’innesco di una fusione accelerata per la Groenlandia e parti dell’Antartide. Se l’aumento della temperatura globale restasse sui due gradi, riferisce lo studio, nei secoli seguenti si verificherebbe in ogni caso un aumento dei mari di 12-20 metri. Condanna simile per i ghiacciai alpini se si arriva a due gradi. Le perdite di copertura e volumi glaciali sarebbero “estese, di lungo periodo e essenzialmente irreversibili” per molti dei principali ghiacciai globali, con alcuni di essi che sparirebbero del tutto. 

È il caso di tutti quelli nella fascia tropicale (in Africa e sulle Ande) e della maggior parte di quelli situati alle medie latitudini, al netto dell’Himalaya che però dimezzerebbe il volume di ghiaccio. Per molti la scomparsa avverrebbe prima del 2050.

Secondo il rapporto Stato della criosfera 2023, per il permafrost la situazione è ancora più delicata. Anche a 1,5 gradi di riscaldamento globale lo scioglimento della fascia di terreno ghiacciato dell’Artico sarebbe significativo, con conseguente emissione di ingenti quantità di CO2 e metano. Emissioni che aumenterebbero anche nel caso di eventi estremi come ondate di calore di breve durata ma molto intense.

Articoli correlati