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Dall’aggiornamento del Piano Urbanistico Comunale al Piano del Verde, l’assessora all’Urbanistica del Comune di Genova Francesca Coppola traccia un percorso fra adattamento climatico, verde urbano e giustizia territoriale
Stretta tra mare e montagne, attraversata da fragilità idrogeologiche e dagli effetti sempre più evidenti della crisi climatica, Genova rappresenta uno dei laboratori urbani più interessanti per comprendere come sostenibilità, pianificazione e qualità della vita possano procedere insieme. Per Francesca Coppola, assessora all’Urbanistica, Verde Urbano, Smart City e Città dei 15 minuti del Comune di Genova, la sfida è anzitutto culturale. “Tenere insieme giustizia ecologica e giustizia sociale è il mio sogno nel cassetto”, racconta ai microfoni di SostenibileOggi. Una visione che si traduce in atti amministrativi, regolamenti e strumenti di pianificazione chiamati a ridisegnare il futuro delle città.
L’obiettivo, sottolinea l’assessora, è superare l’idea che urbanistica e sostenibilità siano ambiti separati. Al contrario, “tutto ciò che riguarda lo sviluppo e la pianificazione della città non può esulare dalle sue componenti più sensibili”, a partire dai sistemi naturali e dalla capacità dei territori di adattarsi ai cambiamenti climatici.
Di seguito un estratto dell’intervista.
In che modo la sostenibilità entra oggi nella gestione e nella pianificazione di un territorio?
Per come intendo l’urbanistica nel 2026, è imprescindibile pensare alla pianificazione del territorio insieme alla gestione delle risorse naturali. Gli strumenti urbanistici e quelli dedicati alla pianificazione dei sistemi naturali devono necessariamente procedere di pari passo. A Genova stiamo lavorando proprio in questa direzione, aggiornando gli strumenti esistenti. Mi piace parlare di regolamenti e di buone pratiche, perché attraverso gli atti amministrativi è possibile generare un vero cambio di paradigma. Il punto è far viaggiare in parallelo urbanistica e sostenibilità. Oggi stiamo lavorando all’aggiornamento del Piano Urbanistico Comunale e, contemporaneamente, alla costruzione del Piano del Verde. Tutto ciò che riguarda lo sviluppo della città deve tenere conto delle sue componenti ambientali più sensibili.
Quanto incidono il quadro normativo nazionale ed europeo sulle scelte delle amministrazioni locali? Esiste autonomia di azione?
La cornice normativa esiste ed è articolata. Con la Legge 10 del 2013 le grandi città italiane sono chiamate a dotarsi di un Piano del Verde, ma non tutte lo hanno fatto. Alcune amministrazioni si sono adeguate negli ultimi anni, mentre Genova ne è ancora sprovvista. Tra le priorità che stiamo portando avanti ci sono proprio la redazione del Piano del Verde e il censimento delle alberature cittadine.
Sul fronte europeo, dal 2024 è entrata in vigore la Nature Restoration Law, che punta al ripristino degli ecosistemi naturali. L’Italia è ancora in ritardo e dovrà dotarsi entro settembre del Piano nazionale di ripristino. Su questo tema si è aperta una consultazione ministeriale alla quale Genova ha aderito attraverso una delibera di Giunta, offrendo il proprio contributo al percorso nazionale. La maglia normativa, quindi, esiste. Esistono obblighi e strumenti. La differenza la fa la volontà politica e amministrativa di spingersi oltre il minimo indispensabile.
Quando si parla di sostenibilità si guarda spesso ai Paesi del Nord Europa come modelli, mentre l’Italia sconta un certo ritardo. Cosa può insegnare una città come Genova?
Possiamo certamente imparare dalle buone pratiche europee, ma anche dagli errori che altri Paesi hanno già commesso. In Italia ciò che ancora manca è una vera riprogettazione delle città alla luce dei fenomeni che stiamo vivendo, dal dissesto idrogeologico agli effetti del cambiamento climatico. Molte amministrazioni stanno correndo ai ripari, ma raramente si assiste a una pianificazione che tenga insieme, in maniera strutturale, giustizia ecologica e giustizia sociale. È una sfida complessa, perché richiede investimenti, visione e capacità di mediazione. Tuttavia è proprio questa la direzione verso cui dobbiamo andare.