Tempo di lettura: < 1 minuto

Loading

Per le case unifamiliari il costo arriva fino a 86 mila euro

Il costo per il mantenimento energetico di un appartamento di classe G in Italia costa dieci volte quanto un’abitazione di classe A. Questo dato spiega in buona parte perché la direttiva sulle Case Green rischia di costare davvero tanto alle famiglie italiane e questo perché il parco abitazioni deve essere pesantemente aggiornato rispetto ai rigidi criteri fissati dall’Unione europea. Lo spiega uno studio realizzato dalla fondazione Symbola con CRESME e un altro paio di associazioni di settore, secondo cui oltre il 76% del fabbisogno italiano di energia è coperto dalle importazioni. Oltre a essere un dato allarmante per la quantità di rinnovabili a disposizione del nostro Paese, la percentuale ci dice anche l’esigenza di intervenire quanto prima. Ma come?

Lo studio di Symbola e CRESME

Secondo lo studio, la ristrutturazione in senso green di un’abitazione di circa 120 metri quadrati, diciamo una villa, dovrebbe arrivare a costare fino a 86 mila euro. La stima è fatta utilizzando un simulatore e comprende le spese per l’impianto di climatizzazione invernale, poi per il cappotto termico alle pareti e per l’acquisto di una pompa di calore, oltre al lavoro di copertura e di sostituzione degli infissi. Un investimento con tempi di ammortamento dei costi piuttosto a lungo termine: circa nove anni. Un appartamento delle medesime proporzioni ma in un condominio costerebbe oltre 70 mila euro. L’ipotesi, secondo lo studio, in Italia andrebbe a generare un dibattito lungo anni, considerando i precedenti della formula al 100% che ha creato un profondo solco nel già appesantito bilancio pubblico: un Superbonus all’80%.

Articoli correlati