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Le stime per il 2024 dell’edilizia sono peggio rispetto alle previsioni precedenti: -8,5%

I segnali sono stati visibili anche nell’ultima parte del 2023 sul fronte del settore delle costruzioni in Italia. Ma le stime per il 2024 vanno ancora peggio di quanto previsto. Lo riferisce CRESME, secondo cui nel prossimo anno l’edilizia sconterà un passo indietro dell’8,5%. Dunque gli investimenti sono stimati parecchio in calo e le cause sono molteplici, ma le responsabilità maggiori puntano ancora una volta in direzione dello stop al Superbonus. Si torna dunque a discutere della famosa norma sui cui è in ballo anche l’apertura di una commissione parlamentare d’inchiesta richiesta dalla maggioranza di governo, sebbene una delle forze di governo, Forza Italia, qualche mese fa ne chiedeva una proroga, assieme al M5S.

Nel frattempo, l’edilizia rischia di pagare dazio alla congiuntura internazionale nel 2024, secondo CRESME. Ma sarà soprattutto la contrazione dell’attività di manutenzione del patrimonio residenziale a farsi sentire, passando dai 120 miliardi investiti nel 2022, ai 108 miliardi del 2023, fino a meno di 80 miliardi nel 2024. Secondo il report CRESME, si arriverà a -11,4% per le riqualificazioni residenziali: fanno 28 miliardi persi in un anno. Inoltre nello studio si riflette sul peso sui conti nel 2024 sui contenziosi e fallimenti nel settore edilizio. E anche qui viene chiamato in causa il Superbonus per l’esplosione della mancata collocazione dei crediti fiscali, con conseguente carenza di liquidità che potrebbe decretare la chiusura di migliaia di cantieri. 

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