![]()
L’ex ministro ed economista a SostenibileOggi.it: “In Italia manca visione integrata del fenomeno”
Ha firmato l’appello siglato assieme ad altri famosi scienziati e studiosi per invitare i media a parlare del cambiamento climatico. Diffusione di conoscenze di un tema che spaventa e su cui si genera spesso disinformazione. Enrico Giovannini, ex ministro delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili del Governo Draghi, cofondatore e responsabile scientifico dell’ASviS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibileLo sviluppo sostenibile è l'approccio per raggiungere la crescita economica e lo sviluppo sociale senza esaurire le risorse naturali e garantendo il benessere delle future generazioni. Implica equilibrio tra esigenze presenti e future, considerando l'ambiente, la giustizia sociale e l'economia... Approfondisci) riflette su SostenibileOggi.it sulla preoccupazione degli italiani sul cambiamento climatico e sui provvedimenti sul tema del governo Meloni, che ha eliminato i fondi per il dissesto idrogeologico nel processo di maxi revisione del Pnrr.
Professore, ha firmato un appello in cui invita i media italiani a spiegare quali siano le cause della crisi climatica: lo hanno sottoscritto, tra gli altri, il Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, Antonello Pasini, Luca Mercalli.
Ciò che vediamo quotidianamente non è dovuto al “maltempo”, ma è un disastro climatico, con fenomeni sempre più frequenti, di violenza inaudita e inusuale. Non si tratta solo di siccità o alluvione, dell’eccesso di caldo o di freddo, ma di un cambiamento profondo del sistema climatico, come la scienza ci dice da anni, che incide profondamente sulla vita dell’uomo. Anche i recenti sondaggi mostrano che la grande maggioranza degli italiani è preoccupata, ma soprattutto furiosa per questo modo di gestire l’informazione. Purtroppo, c’è una parte politica, in Italia ma anche in Europa, rappresentata dai partiti di destra, che hanno reso il clima uno dei temi centrali delle elezioni europee che si terranno il prossimo anno. In questo modo, il climate change è diventato un tema politico e sempre più spesso vediamo, anche sui media, espresse posizioni ideologiche che non tengono conto di ciò che dice, sostenuta dai dati, la scienza. Peraltro, quel tipo di propaganda non porta necessariamente risultati positivi: in Spagna il partito di destra estrema Vox ha condotto un’intera campagna elettorale contro l’Agenda 2030Agenda 2030 L'agenda 2030 è un termine utilizzato per riferirsi al Programma di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite approvato nel settembre 2015. Questo programma è composto da un insieme di 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG, Sustainable Development Goals) che... Approfondisci per lo sviluppo sostenibile, su cui il governi Sanchez si è impegnato a fondo, ma questo non ha pagato in termini di risultati.
Dalla maxi revisione del Pnrr, il Governo ha eliminato alcuni progetti relativi al contrasto del dissesto idrogeologico, circa la metà dei fondi inizialmente previsti per l’obiettivo, ovvero 1,3 miliardi su 2,5 sono stati cancellati.
Nei mesi scorsi come ASviS abbiamo ricordato al ministro per gli Affari Europei, Politiche di Coesione e Pnrr, Raffaele Fitto che, oltre ai fondi Pnrr, ci sono il Fondo Coesione e il Fondo Sviluppo e Coesione: sono 130 miliardi di euro aggiuntivi che vanno programmati seguendo lo stesso quadro concettuale del Pnrr. Ora il governo ha ritenuto che alcuni progetti del Pnrr non fossero realizzabili entro 2026: si tratta solo dell’8% degli oltre 200 miliardi destinati all’Italia, che il governo intende spostare sugli altri fondi. Purtroppo, però, il lavoro di programmazione dei fondi di coesione non è andato avanti nei mesi scorsi e quindi le regioni e i comuni sono preoccupati di come questa riallocazione avverrà in pratica. Da ministro del governo Draghi concordai con le Regioni un insieme di interventi a valere sul Fondo sviluppo e coesione per un totale di sette miliardi di euro, così da rafforzare quelli previsti dal Pnrr per il settore idrico, le strade, ecc. Se si fosse fatta anche per gli altri settori una programmazione integrata, lo spostamento dei fondi da Pnrr ai fondi di coesione sarebbe solo un esercizio contabile, ma in assenza di una tale visione olistica capisco le preoccupazioni degli enti territoriali.
La sensazione è che manchi ancora la reale percezione dei danni che provoca il cambiamento climatico, come se fossero fenomeni lontani da noi, dalla nostra città, regione. E invece.
Gli economisti hanno sempre utilizzato modelli lineari nel loro lavoro; il clima è invece guidato da fenomeni non lineari, in cui piccole modifiche possono produrre effetti esplosivi e non reversibili. Nel nostro Paese manca una visione integrata di questi fenomeni e quindi le politiche pubbliche procedono in ordine sparso. Se, però, da un lato dobbiamo potenziare le politiche per la mitigazione dell’impatto delle attività umane sul sistema climatico, dall’altro servono anche interventi di adattamento a quest’ultimo, in termini di cura del territorio, di riduzione dei rischi, di preparazione ai fenomeni meteorologici estremi, dalla siccità alle alluvioni. In verità, il fatto che il cambiamento climatico sia in buona parte dovuto all’opera dell’uomo è una buona notizia, perché significa che abbiamo un margine d’azione per invertire le tendenze attuali, a patto però di agire in modo deciso e in fretta.
Come ASviS avete fatto un grande lavoro anche sulla rigenerazione urbana delle città italiane.
Dobbiamo riqualificare i nostri edifici, non solo dal punto di vista energetico, ma più in generale dobbiamo rigenerare le nostre città, concentrandosi in primo luogo sulle periferie, che negli ultimi 20-30 anni hanno prodotto dei ghetti dove la qualità della vita è decisamente bassa. Si passa per un lavoro di manutenzione ordinaria e straordinaria dei quartieri, di una strategia di efficientamento energetico, di un ridisegno verso la mobilità sostenibileMobilità sostenibile La mobilità sostenibile è un concetto che si riferisce all'uso responsabile dei mezzi di trasporto al fine di minimizzare l'impatto sull'ambiente e promuovere uno sviluppo economico e sociale equilibrato. Essa si basa sull'idea di ridurre l'uso di energia... Approfondisci, la valorizzazione di spazi per le persone, integrando sostenibilità ambientale e sociale, come abbiamo fatto con il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (Pinqua), al quale ho destinato 2,6 miliardi di euro dei fondi Pnrr, con centinaia di progetti in tutta Italia.