Tempo di lettura: < 1 minuto

Loading

Secondo lo studio della Banca, l’80% dei governi locali ha segnalato carenza di fondi e ostacoli di carattere normativo

I comuni europei continuano a investire poco nei processi di mitigazione ambientale e adattamento climatico per la mancanza di finanziamenti e di personale qualificato, oltre alla strozzatura delle catene di approvvigionamento. E’ quanto emerso da uno studio condotto dalla Banca europea degli investimenti (BEI). L’indagine è stata effettuata su 744 comuni nell’Ue ed è stato rilevato che l’80% dei governi locali ha segnalato appunto una mancanza di finanziamenti e complesse procedure di carattere normativo come ostacolo degli investimenti

In particolare, le città nelle regioni meno sviluppate – ovvero alle regioni con un reddito inferiore – incontrano maggiori ostacoli nell’attuazione delle misure di mitigazione del rischio climatico. Mentre il 52% dei comuni nelle regioni più sviluppate e ad alto reddito ha già costruito nuove infrastrutture per evitare o ridurre l’esposizione ai rischi climatici, lo stesso vale solo per un terzo dei comuni nelle regioni a basso e medio reddito.

Inoltre, più di sei comuni su dieci hanno espresso insoddisfazione per i loro investimenti in mitigazione e adattamento climatico negli ultimi tre anni, mentre il 40% si è detto poco contento per gli investimenti in infrastrutture digitali.

Nel complesso, lo studio della Banca europea degli investimenti ha evidenziato che la maggior parte dei comuni prevede di aumentare l’entità degli investimenti attraverso l’utilizzo dei fondi stanziati dall’Ue. Sul tema della carenza delle competenze, affrontare il problema, rilevano i comuni interpellati, sarà fondamentale per strutture dei piani di adattamento climatico.

Articoli correlati