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Studio Eunomia: il calcolo è stato effettuato su ampia gamma di packaging da asporto

Monouso? Meglio il riutilizzo degli imballaggi riciclati che riduce la quantità di emissioni prodotte nell’ambiente. Questo è quanto emerso da un recente studio condotto da Eunomia Research & Consulting, in collaborazione con Zero Waste Europe, Reloop e TOMRA, che indirizza l’Ue verso la costruzione di un’infrastruttura logistica che renda più agevole il processo di recupero del packaging. Un tema che è al centro del dibattito, anche perché a breve inizieranno le manovre sul Packaging Waste Regulation presentato a giugno dalla Svezia sul riuso degli imballaggi che assai poco è piaciuto al governo italiano. L’analisi di Eunomia ha preso in considerazione le emissioni di gas serra associate a vari tipi di imballaggi. Il calcolo è stato realizzato prendendo in esame un’ampia gamma di packaging da asporto: tazze, scatole per hamburger, ciotole, contenitori di pizza. Emerge così che i contenitori riutilizzabili, in un sistema ben progettato, sono climaticamente più performanti per ogni filiera.

Il riuso dello scatolone per la pizza

L’unica eccezione sono le scatole per la pizza, che potrebbero richiedere ulteriori innovazioni progettuali per far pendere la bilancia in favore del riuso. Tre le ipotesi citate nel report: la riduzione del peso di un cartone da pizza riutilizzabile di appena il 20%, basterebbe a portare vantaggi. Lo studio ha inoltre identificato il punto di pareggio per i contenitori riutilizzabili, ovvero il punto in cui l’impronta di carbonio del riutilizzo corrisponde a quella del monouso. Si è scoperto che restituire una ciotola tredici volte o una tazza di caffè appena sei volte è sufficiente per raggiungere il pareggio. Il report di Eunomia dunque, oltre a certificare il vantaggio prodotto dall’uso del packaging riciclato rispetto a quello usa e getta, delinea lo scenario al 2030, quando il sistema di raccolta, lavaggio e ridistribuzione sarà perfezionato. 

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