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Il capo di Nomisma Energia a SostenibileOggi.it: “Gli aumenti di luce e gas erano attesi, l’Italia dipenderà ancora a lungo dai fossili”

L’atteso aumento del prezzo di luce e gas e la dipendenza dell’Italia dai combustibili fossili anche sul medio periodo. Davide Tabarelli è a capo di Nomisma Energia, un think tank indipendente basato a Bologna che fa ricerca sull’energia e l’ambiente. Espone a SostenibileOggi.it le previsioni sull’inverno energetico dell’Italia e dell’Europa. 

Dunque, ci siamo, Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) ha comunicato che l’aumento dell’energia elettrica ammonta al 18,6% nell’ultimo trimestre dell’anno e il gas del 4,8% rispetto ad agosto. 

In realtà l’aumento è dovuto a meccanismi di calcolo delle tariffe in base alle regole che vengono stabilite ogni mese dall’autorità dell’energia che calcola il prezzo medio delle bollette sul prezzo internazionale del gas.  Restano invece invariati gli oneri generali e la tariffa legata alla spesa per il trasporto e la misura. La buona notizia è che le famiglie spenderanno comunque un po’ meno rispetto al 2022, quando i prezzi dell’energia erano alle stelle.

Il rialzo era ipotizzabile intorno al 5-8%, si avvicina l’inverno e salgono le quotazioni internazionali. Ma va detto che siamo lontanissimi dai picchi di fine 2022, è un rimbalzo dopo la caduta dei prezzi di luce e gas in primavera, ricordando che la crisi del gas è in corso, non è affatto risolta. 

Sarà un inverno “caldo” sul fronte gas?

La situazione è nettamente migliore rispetto a un anno fa, c’è una dotazione altissima di scorte di gas e con ogni probabilità vivremo un inverno mite, elemento che ci aiuterà tantissimo sulle scorte appunto, che sino a qualche mese fa arrivavano per il 40% della Russia, 39 miliardi di cubi annui di fornitura. Quella crisi di scorte è stata superata con relativa facilità perché gli italiani hanno saputo fare sacrifici e anche perché la Russia ha continuato a consegnare gas, il flusso non si è interrotto del tutto. 

Crescono intanto gli appelli per mantenere, almeno per qualche mese, il mercato tutelato dell’energia che dovrebbe finire per (quasi) tutti a gennaio.

Il ricorso al mercato tutelato dell’energia si è avuto diversi anni fa, partendo dai grandi consumatori per poi arrivare ai piccoli consumatori. Nel corso dell’anno, un ruolo chiave per contrastare i rincari in bolletta è stato giocato dai Bonus Luce e Gas. Nell’immediato possiamo ripetere questo spostamento delle bollette sul debito pubblico, ma la Commissione europea è stata chiara e ci ha chiesto uno stop. Sarà un passaggio complesso, ma ci viene chiesto dall’Unione europea, non credo che ci sarà alcuna proroga. Forse gli italiani avranno inizialmente problemi con il libero mercato, ci sarà il problema di dover scegliere tra centinaia di offerte ma mi sento di rassicurare che ci sarà l’Autorità di controllo, ci sono gli strumenti di protezione per i consumatori.

La strada verso il superamento del fossile in Italia a che punto è?

Le rinnovabili è risaputo che costano parecchio, specie per la costruzione degli impianti in mare, in generale è un processo che non si può determinare nel breve termine ma anche sul lungo termine. Piuttosto, si deve lavorare sul nucleare ma senza illudere nessuno: non esiste il nucleare pulito, piuttosto si può definire evoluto, ottenuto attraverso lo sviluppo di una tecnologia impegnativa, che va gestita. In natura non esistono pasti gratis e non servono gli ambientalisti per convincerci dell’importanza del verde. Per esempio, l’idroelettrico, su cui siamo maestri, rappresenta ancora la prima fonte energetica, ma i cittadini non lo vogliono. In definitiva, siamo legati a doppio filo ai combustibili fossili, al gas.

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