![]()
Per la prima volta i fossili arretrano: numeri e impatti del Global Electricity Review 2026
Le rinnovabili hanno raggiunto un punto di svolta strutturale. Nel 2025 hanno coperto il 100% della crescita della domanda globale di elettricità, fermando l’espansione dei combustibili fossili. È la fotografia chiave del Global Electricity Review 2026 di Ember, pubblicato nei giorni scorsi. La domanda globale è cresciuta di +849 TWh (+2,8%), mentre la produzione da fonti pulite è aumentata ancora di più, con solare e eolico che da soli hanno aggiunto 841 TWh . Risultato: la generazione fossile ha smesso di crescere e ha iniziato a calare.
I numeri
Per la prima volta nell’era moderna, le rinnovabili hanno superato il carbone nel mix elettrico globale: 33,8% contro 33,0%, pari rispettivamente a 10 730 TWh e 10 476 TWh . Si tratta della rottura di un equilibrio durato oltre un secolo, in cui la crescita della domanda elettrica era legata quasi automaticamente all’espansione dei combustibili fossili. Il fattore decisivo è il solare, che da solo ha coperto il 75% dell’aumento della domanda elettrica globale. La sua velocità di diffusione, combinata con l’eolico e con il progressivo sviluppo dello storage, sta cambiando la natura stessa dei sistemi energetici.
Energia e competitività cambiano asse
La crescita della domanda elettrica non si ferma – trainata da elettrificazione, mobilità elettrica e data center – ma cambia il modo in cui viene soddisfatta. Tecnologie ormai competitive su scala industriale stanno sostituendo progressivamente il ruolo dei fossili, con effetti diretti sulla sicurezza energetica. Questo significa che i Paesi possono ridurre l’esposizione alla volatilità dei mercati internazionali dei combustibili (qui il nostro approfondimento), costruire una base energetica più stabile e, allo stesso tempo, sviluppare nuove filiere industriali legate a rinnovabili, batterie e infrastrutture di rete. Ember sintetizza questo passaggio come l’ingresso nell’era della clean growth, in cui la crescita economica si disaccoppia dall’aumento delle emissioni .
L’impatto per le imprese
Per le imprese energivore, il cambiamento è già operativo. L’energia elettrica smette di essere una variabile passiva di costo e diventa una leva strategica. L’accesso diretto a rinnovabili, attraverso contratti di lungo termine come i PPA, consente di stabilizzare i prezzi e ridurre il rischio legato ai combustibili fossili. Allo stesso tempo, investire in elettrificazione dei processi produttivi diventa una scelta industriale prima ancora che ambientale. Chi resta esposto ai fossili rischia una doppia pressione: da un lato la volatilità dei prezzi, dall’altro un quadro normativo sempre più stringente.
Per l’Europa, il dato assume una dimensione geopolitica. Dopo gli shock energetici degli ultimi anni, la crescita delle rinnovabili rappresenta una leva concreta per ridurre la dipendenza dalle importazioni e rafforzare l’autonomia strategica. Questo processo apre anche opportunità industriali lungo tutta la filiera, dallo sviluppo di sistemi di accumulo alla modernizzazione delle reti elettriche. Il nodo si sposta infatti dalla produzione alla gestione: senza infrastrutture adeguate, la crescita delle rinnovabili rischia di rallentare.
Le rinnovabili sono diventate abbastanza grandi da sostenere da sole la crescita globale. Da questo punto in avanti, la competizione si gioca sulla capacità di integrare rapidamente elettrificazione, storage e reti intelligenti.