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Soglia al 72%, la media europea è al 58%

Ormai non è più una notizia, l’Italia rappresenta un’eccellenza un po’ in tutte le voci del riciclo, anche se il nostro paese ha perduto la prima posizione a livello europeo per l’economia circolare. Dice questo il nuovo report, “Il riciclo in Italia 2023”, presentato recentemente dalla Conferenza nazionale dell’industria del riciclo. Insomma, nulla di grave, la soglia del riciclo che viene fatto quotidianamente in Italia è al 72% per il 2023 (lo stesso dato emerso nel corso dello scorso anno) mentre la media europea al 58% ci fa capire che in questo caso è davvero il resto dell’Ue che deve prendere a esempio l’Italia, il percorso inverso rispetto a quanto accade in altri settori. Tra le varie voci che vanno a formare le 19 filiere del riciclo, l’Italia si trova nelle prime posizioni un po’ dovunque, ma soffre per quanto riguarda lo smaltimento e il riciclo della plastica. Il dato è al 48,% e la soglia del 50%, che è poi il target che richiede l’Europa, è a un passo, ma si soffre sulla raccolta delle bottiglie in Pet: si è al 68%, con la soglia fissata al 77% entro il 2030. Per quanto riguarda i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche conosciuti come RAEE, il tasso di riciclo è al 34%, poco più della metà dell’obiettivo fissato quattro anni fa (il 69%). Invece, le note positive sono rappresentate da carta, vetro e acciaio (81%), mentre il legno è al 63% e l’alluminio è al 74%.

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