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In Italia la transizione energetica è un tema familiare nel 60% dei casi

Il capitale umano e l’uso massiccio delle nuove tecnologie, in particolar modo dell’intelligenza artificiale. Il nodo è questo e ci sono diversi studi a corredo di diverse teorie. L’ultimo arriva dalla Fondazione Maire, secondo cui per guidare la transizione energetica non basterebbe un’adeguata preparazione tecnologica. Anzi, sono le nuove competenze, con alla base un approccio multidisciplinare, a guidare il percorso verso la transizione ecologica ed energetica. Lo studio è stato presentato durante la Cop28 di Dubai. L’analisi Maire, realizzata con Ipsos su 1700 interviste condotte in dieci paesi tra cui l’Italia, evidenzia che solo attraverso lo sviluppo delle competenze si potrà procedere verso la decarbonizzazione. Nel report si analizza quando sia prioritaria la creazione di un nuovo tipo di competenze per la transizione, soprattutto nel tradurre in occupazione, in posti di lavoro, le opportunità disegnate dal nuovo scenario. 

Secondo gli intervistati italiani dalla Fondazione Maire, nel nostro Paese ci sarebbe un alto grado di conoscenza della transizione energetica: il 97% sa cosa sia, il tema è familiare per sei interpellati su dieci, sebbene in Italia la transizione energetica non sia ritenuta una priorità nel 57% dei casi.

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