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Studio IEA: la conseguenza dovrebbe essere la riduzione delle emissioni di C02, con -2,4% già nel 2024
La copertura mondiale del fabbisogno di energia elettrica aggiuntiva sarà interamente assicurata dalle fonti rinnovabili entro il 2026. Questo è il punto centrale dell’analisi annuale prodotta dall’IEA (ossia l’Agenzia Internazionale dell’Energia) denominata Electricity. La domanda crescerà e non ci sarebbe bisogno dell’utilizzo delle fonti fossili per colmare l’incremento. Niente petrolio o gas in più. Certo, questo dato non si traduce in una sospensione della produzione delle fonti tradizionali – il mix fossile passerà dal 61% al 54% della produzione globale, dati sempre IEA – ma certamente, se dovesse verificarsi quanto predetto, si sarebbe davvero a un passo dalla rivoluzione sostenibile, anche in un contesto dove appunto la domanda cresce, spinta dai consumi di Cina, India e paesi del sud-est asiatico.
La questione del nucleare pulito
La previsione si basa, riferisce il report IEA, sul dato del 37% della produzione elettrica garantito entro l’inizio del 2025 dalle fonti rinnovabili a cui va aggiunta la crescita del nucleare – il cosiddetto “nucleare pulito” – sebbene non sia un passaggio così automatico, perché sul al nucleare di nuova generazione si discute molto, nonostante gli investimenti cospicui di diversi Paesi: la Francia ci punta, così come il Giappone e la Corea del Sud, l’India e il Medio Oriente e, almeno a parole, lo farà anche l’Italia. La conseguenza dovrebbe essere la riduzione delle emissioni di C02: -2,4% già nel 2024 e un’altra sforbiciata è prevista nei due anni successivi; parallelamente salirà anche la produzione di elettricità alimentata a gas naturale: sugli scudi ecco Asia, Medio Oriente e Africa.
Il dato di Morgan Stanley
Che il 2024 possa essere il grande anno delle rinnovabili viene confermato anche dalle stime di un colosso come Morgan Stanley, secondo cui negli Stati Uniti i costi per il mantenimento e la produzione di centrali a carbone saranno assai più alti rispetto a quello che serve per la produzione delle rinnovabili: oltre 50 GW prodotti da centrali elettriche a carbone non reggeranno il passo, quindi il passaggio di diverse aziende alle rinnovabili sarà obbligato.