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Il Piano Nazionale Energia Clima (PNIEC) dell’Italia è definitivo ed è stato consegnato alla Commissione Ue a inizio luglio
Il Piano Nazionale Energia Clima (PNIEC) dell’Italia è definitivo ed è stato consegnato alla Commissione Ue a inizio luglio. Si è tagliato così il traguardo, aggiornando la versione di cinque anni fa e non era scontato sino a qualche tempo addietro, tra l’altro delineando un target più alto, impegnativo, con un 39,4% di rinnovabili sui consumi finali, che si alza al 63,4% considerando solo la domanda elettrica. E c’è anche un piccolo spazio per il nucleare da fissione, che produrrà effetti sulla decarbonizzazioneDecarbonizzazione La decarbonizzazione si riferisce al processo di riduzione o eliminazione delle emissioni di anidride carbonica (CO2) derivanti dalle attività umane, specialmente quelle legate alla produzione e al consumo di combustibili fossili. L'obiettivo della decarbonizzazione è quello di ridurre l'impatto... Approfondisci, secondo il documento prodotto dal governo, già dal 2035, con il nucleare, che al momento non esiste, che arriverà a fornire una copertura energetica tra l’11% e il 22% in futuro.
In ogni caso, è stato centrato il risultato della presentazione della versione definitiva nei tempi stabiliti. “Entro giugno 2024 l’Italia deve dotarsi dell’altro pilastro su cui si basano le politiche climatiche, specialmente quelle di mitigazione, cioè il Piano Nazionale Integrato Energia-Clima (PNIEC), la cui bozza è stata fortemente criticata dagli esperti (anche dall’ASviS) e dalla stessa Commissione europea”, spiegava a SostenibileOggi l’ex ministro delle Infrastrutture del governo Draghi e direttore scientifico di ASviS, Enrico Giovannini.
La questione tempi
Tra i buchi neri del Pniec varato dall’Italia c’è la tempistica: si prevede la decarbonizzazione del sistema energetico entro il 2050, mentre l’IEA ma anche l’Ocse hanno chiesto ai Paesi membri dell’Ue di arrivare all’obiettivo entro il 2040, per il contenimento dell’aumento della temperatura della Terra intorno a +1,5 gradi. Obiettivo già quasi fuori portata.