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Dalle crociere ai porti, fino alla mobilità ferroviaria: come trasformare innovazione e rigenerazione in asset economici concreti

Nel cuore del Mediterraneo, uno degli ecosistemi più vulnerabili ma anche più dinamici del pianeta, si gioca oggi una partita strategica: rendere sostenibile la crescita, per non doverne gestire il collasso. Al panel “Il Mediterraneo in movimento” del MEDFEST 2025, in programma a Olbia fino a domenica 28 settembre, aziende, enti pubblici e consulenti si confrontano su una questione cruciale: come trasformare innovazione e rigenerazione in asset economici concreti, capaci di proteggere l’ambiente e rafforzare il tessuto produttivo locale.

L’anticipo come vantaggio competitivo: il confronto al MEDFEST

Il Mediterraneo è già oggi la seconda destinazione al mondo per il traffico crocieristico, con l’Italia al primo posto in Europa per passeggeri movimentati. Ma il settore marittimo – così come la pesca, il turismo, la logistica – non può più permettersi ritardi nella transizione.

“La decarbonizzazione costa, ma chi sarà in grado di anticipare il cambiamento ne farà un vantaggio competitivo. I porti del futuro non saranno solo hub logistici, ma veri poli energetici”, dichiara Roberto Alberti, Chief Financial Officer & Chief Corporate Officer, SVP Costa Crociere ricordando l’investimento anticipato sul GNL, ora standard nel settore.

Mobilità sostenibile: il treno come alleato della blue economy

In un’ottica di integrazione tra trasporto terrestre e marittimo, Trenitalia ha evidenziato il proprio impegno strutturale verso la sostenibilità. “Siamo naturalmente sostenibili e il nostro obiettivo è chiaro: raggiungere il net zero entro il 2040”, spiega Mario Alovisi, Chief Marketing and Revenue Management Officer Trenitalia.

L’approccio si articola su alcuni pilastri fondamentali: governance climatica, con obiettivi net-zero certificati; trasparenza nei dati ambientali; integrazione modale, ad esempio con il mondo crocieristico; design circolare: tutti i treni di nuova generazione sono progettati con criteri di riciclabilità e riduzione dell’impatto. “Abbiamo lanciato un servizio integrato terra-mare proprio per connettere i crocieristi in modo sostenibile: una mobilità a basse emissioni che accompagna il turismo verso il futuro”, aggiunge Alovisi.

Infrastrutture e innovazione: OPS, batterie e AI

La transizione logistica punta su una combinazione di soluzioni:

  • Cold ironing (OPS) per alimentare le navi da terra nei porti
  • Batterie per manovre e navigazione costiera
  • Intelligenza artificiale per ottimizzare consumi e rotte
  • Carburanti alternativi e ibridazione tecnologica

“Non esiste una soluzione unica, ma una rotta chiara fatta di combinazioni tecnologiche”, spiega Roberto Alberti. “La riduzione del 98% delle emissioni nei porti grazie all’alimentazione elettrica da terra è già una realtà”.

Governance portuale e modelli replicabili

Domenico Bagalà, Autorità di Sistema portuale del mare di Sardegna, insiste sul ruolo del “fare sistema”: “Condivisione tra porti, scambio di buone pratiche, coordinamento con le imprese: questo può ridurre costi, sprechi e emissioni.” Bagalà condivide, inoltre, anche un esempio virtuoso: il recupero del cibo non utilizzato a bordo, riconfezionato e ridistribuito con accordi locali: “Un’azione semplice, replicabile, che ha ridotto sprechi alimentari e costi di smaltimento. È così che la sostenibilità diventa concreta”.

Innovazione, non solo compliance

Alessandro Onorato, vicepresidente Moby, sottolinea che la sostenibilità non può essere solo una risposta normativa: “Abbiamo bisogno di passare da un approccio burocratico a uno integrato. Quando ragioniamo in modo innovativo, troviamo soluzioni semplici. Ma serve cambiare anche il modo in cui pensiamo”.La chiave? Circolarità, finanza sostenibile e co-progettazione con i territori.

Paolo Gentili, EY Partner – Sustainability Transformation, ricorda come che il Mediterraneo sia già oggi un hotspot climatico internazionale: “Abbiamo già superato i +2,5 °C di aumento medio: quello che qui viviamo oggi sarà il futuro del Nord Europa. Le nostre economie costiere devono prepararsi ora”. Gli impatti si vedono su risorse marine, abitabilità urbana e pesca, ma la risposta deve essere sistemica, misurabile, guidata da dati e metriche trasparenti.

MEDFEST, il Mediterraneo come spazio di innovazione sistemica

La sfida avanzata al MEDFEST è chiara: si tratta di riconfigurare la funzione strategica del Mediterraneo, da corridoio commerciale a laboratorio di sostenibilità e cooperazione. Investire oggi in mobilità integrata, porti verdi, tecnologie a basse emissioni e governance trasparente significa rafforzare l’economia del mare. Chi saprà agire per primo, non solo sopravvivrà alla transizione, ma guiderà il cambiamento.

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