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Dalle navi alle microcar, al centro del summit sul Mediterraneo a Olbia il nodo della transizione verde nei trasporti

La decarbonizzazione della mobilità sta ridisegnando le priorità economiche, energetiche e industriali dell’Europa. Non si tratta più solo di ridurre le emissioni: la transizione green nei trasporti impone scelte sistemiche che riguardano infrastrutture, filiere produttive, sicurezza geopolitica e competitività industriale. Questo il messaggio emerso al panel “La decarbonizzazione della mobilità” del MEDFEST 2025, il summit che si è tenuto a Olbia durante il finesettimana della Giornata mondiale del Turismo e seguito da SostenibileOggi come media partner.

MEDFEST, il ministro Pichetto Fratin: “Occorrono modelli di produzione e consumo sostenibili”

“Il sistema della difesa dell’ambiente sta cambiando pelle”, afferma il ministro dell’Ambiente e Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin nell’introduzione del panel e richiede “un approccio multilivello”: “La difesa dell’ambiente è economia, cultura, turismo. Una sfida che coinvolge imprese e cittadini, e che passa per modelli di produzione e consumo sostenibili. Il mare si presenta come un ecosistema interconnesso, e come tale va trattato e analizzato”, precisa. 

Energia e sicurezza: la transizione come scelta strategica

Per Marco Duso EY Partner e EMEA Sustainability Leader, la decarbonizzazione è prima di tutto una questione di sicurezza nazionale ed energetica: “L’Italia dipende dall’estero per circa il 75% del proprio fabbisogno energetico [secondo le più recenti stime sulle importazioni nette in relazione alla disponibilità energetica nazionale, ndr], nei trasporti ancora di più. Più della metà arriva da paesi geopoliticamente instabili. Serve una strategia più intelligente”. Il Green Deal, ha aggiunto, sta entrando in una nuova fase: “Il rapporto Draghi lo sta guidando. La decarbonizzazione è inevitabile: la vera scelta è se vogliamo costruire industrie competitive o restare agganciati a un modello in declino.”

MEDFEST, Altavilla (BYD): “Green Deal senza basi, servono infrastrutture”

Critico il punto di vista di Alfredo Altavilla, BYD Special Advisor: “L’Europa ha imposto un salto tecnologico senza preparare il terreno: mancano le infrastrutture di ricarica. C’è confusione nelle revisioni del Green Deal. E l’Italia ha dovuto inventare incentivi per non restituire fondi PNRR: un paradosso”.

Porti e logistica, l’appello dal Port Network Authority

Sergio Prete, già presidente del Port Network Authority, richiama l’attenzione sui porti: “Oggi molti porti non riescono nemmeno a fornire energia alle navi. Se usiamo ancora combustibili fossili, l’inquinamento si sposta solo da un luogo all’altro. Serve vera indipendenza energetica”.

Micromobilità e innovazione: il caso Microlino

Oliver Ouboter, co-fondatore di Microlino, spiega perché ha scelto l’Italia per produrre il micro-veicolo elettrico urbano: “Qui le aziende sono più flessibili. Ma il sistema penalizza la micromobilità: non ci sono crediti CO₂ per veicoli leggeri, né parcheggi dedicati. Serve una normativa che li riconosca come parte della transizione”.

MEDFEST, la decarbonizzazione: una transizione da coordinare

Dal confronto emerge quanto la decarbonizzazione richieda scelte strutturate, non automatismi di mercato né imposizioni politiche.  Serve coordinamento tra politica industriale, innovazione e governance, con modelli differenziati per territori e tecnologie. Il Mediterraneo, con i suoi porti, le sue città e le sue connessioni globali, può diventare uno dei principali laboratori della transizione. Ma la sfida è ancora aperta: costruire un ecosistema che non lasci indietro imprese, cittadini e territori.

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