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Un’analisi tecnica del protocollo BREEAM e del suo ruolo strategico nella sostenibilità aziendale e nel real estate

Nel panorama delle valutazioni di sostenibilità degli edifici, la certificazione BREEAM (Building Research Establishment Environmental Assessment Method) rappresenta uno degli standard più accreditati a livello internazionale. Utilizzato in più di 80 Paesi, questo schema fornisce un approccio analitico alla misurazione delle prestazioni ambientali degli immobili, integrando criteri tecnici, gestionali e di ciclo di vita.

Certificazione BREEAM cos’è

Comprendere certificazione BREEAM cos’è significa andare oltre la semplice etichetta “green”. Si tratta infatti di un protocollo basato su una metodologia a punteggio che valuta un edificio in differenti categorie: gestione del progetto, energia, acqua, mobilità sostenibile, materiali, rifiuti, inquinamento, uso del territorio ed ecologia. Il sistema attribuisce un rating finale (da Pass a Outstanding) basato sulla somma ponderata dei crediti ottenuti.

A differenza di altre certificazioni ambientali, BREEAM è nato con una forte attenzione alla fase di progettazione e gestione, non solo alle performance operative. Questo lo rende particolarmente adatto agli edifici corporate, ai complessi direzionali e ai progetti real estate con obiettivi ESG integrati.

Come funziona la certificazione BREEAM

La certificazione si articola in tre fasi principali:

  1. Pre-assessment: definizione degli obiettivi progettuali e individuazione delle categorie rilevanti in funzione della tipologia di edificio.
  2. Assessment: analisi tecnica dei requisiti attraverso evidenze, modelli energetici, documentazione dei materiali, piani di gestione e strategie operative.
  3. Audit finale: validazione indipendente da parte del BREEAM Assessor e assegnazione del rating.

La valutazione tiene conto sia degli impatti diretti (consumi energetici e idrici, emissioni, gestione delle risorse) sia degli impatti indiretti, come l’integrazione con la mobilità urbana o la biodiversità nelle aree verdi.

I vantaggi competitivi della certificazione BREEAM

Per le aziende, investire nella certificazione BREEAM non rappresenta solo una scelta di sostenibilità, ma un elemento strategico che incide sul valore dell’immobile, sul profilo ESG e sulla gestione operativa. Ecco i principali benefici:

1. Miglioramento delle performance energetiche e operative

Il protocollo incentiva progettazioni ad alta efficienza, ottimizzazione dei sistemi HVAC, smart metering e strategie di building management avanzate. Questo si traduce in riduzione dei costi operativi e maggiore resilienza delle infrastrutture.

2. Incremento del valore immobiliare

Gli edifici certificati mostrano generalmente una maggiore attrattività per investitori e tenant corporate. Il rating BREEAM diventa un indicatore tangibile di qualità costruttiva, gestione del rischio e conformità alle politiche ESG, sempre più prioritarie nei portafogli immobiliari.

3. Conformità a criteri ESG e accesso ai finanziamenti green

Molte banche e fondi immobiliari utilizzano BREEAM come parametro per la concessione di finanziamenti sostenibili o green loans. La certificazione facilita la rendicontazione ESG, in particolare per quanto riguarda emissioni Scope 1 e 2, circularity e gestione delle risorse.

4. Riduzione dell’impatto ambientale e maggiore resilienza climatica

Il protocollo promuove strategie come l’uso di materiali a basso impatto, la gestione efficiente dei rifiuti, l’adozione di tecnologie per il riutilizzo delle acque meteoriche e l’integrazione di soluzioni nature-based. Questi elementi migliorano la resilienza dell’edificio rispetto a fenomeni climatici estremi e normative future più stringenti.

5. Miglioramento della qualità degli spazi di lavoro

L’inclusione di criteri legati a comfort termico, qualità dell’aria interna, illuminazione naturale e acustica contribuisce a creare ambienti di lavoro più performanti, con impatti positivi su produttività e benessere dei dipendenti.

Perché la certificazione BREEAM è sempre più adottata in Italia

Il mercato italiano, storicamente più vicino alla certificazione LEED, sta vivendo una crescita significativa dell’interesse verso BREEAM. Le ragioni principali sono:

  • l’allineamento ai requisiti richiesti dagli investitori europei, soprattutto nei settori real estate e infrastrutture;
  • la crescente adozione di KPI ESG nei bilanci non finanziari;
  • la necessità di strumenti affidabili per misurare gli impatti ambientali lungo tutto il ciclo di vita degli edifici.

BREEAM risulta inoltre particolarmente adatto agli interventi di riqualificazione energetica, permettendo di valutare miglioramenti anche in contesti edilizi complessi e non di nuova costruzione.

La certificazione BREEAM rappresenta oggi uno dei principali standard di riferimento per le aziende che mirano ad elevare il livello di sostenibilità dei propri edifici, integrando parametri tecnici, gestionali e strategici. Capire certificazione BREEAM cos’è significa riconoscere il suo ruolo non solo come strumento di valutazione, ma come leva competitiva per la governance aziendale e per la conformità agli obiettivi ESG.

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