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Dal canottaggio paralimpico ai tornei inclusivi: lo sport come laboratorio sociale nel progetto di Sara Assicurazioni con il Circolo Canottieri Aniene. Intervista al Sponsorship Activation Manager Marco Mattioli
È la forza propulsiva delle storie a premere l’acceleratore sull’inclusione e il cambiamento. Con questa premessa nasce il progetto che da tre anni Sara Assicurazioni conduce con il Circolo Canottieri Aniene di Roma. Una collaborazione vivace e ambiziosa che sostiene l’area paralimpica del club e punta a trasformare l’inclusione in un’esperienza quotidiana, dentro e fuori dall’azienda. A raccontarlo ai microfoni di SostenibileOggi è Marco Mattioli, Sponsorship Activation Manager di Sara Assicurazioni, che sottolinea come il punto di partenza sia stato cambiare il modo di comunicare il mondo paralimpico. Storie di vite in movimento, di tecnologia che diventa alleata, di sport che torna a essere esperienza condivisa.
Come comunicare l’inclusione: il punto di Sara
Uno dei rischi più frequenti quando si parla di sport paralimpico è proprio quello di scadere in una narrazione pietistica o eccessivamente celebrativa. Mattioli insiste su un principio semplice: la normalizzazione. “La narrazione cambia innanzitutto con la buona volontà, ma soprattutto con la normalizzazione della disabilità. Non è una condizione diversa”, spiega. “Quando abbiamo iniziato il nostro percorso con il Circolo Aniene abbiamo introdotto un’associazione tra due concetti: forza e storia. La storia di ciascuno di noi è la nostra forza, e la forza di ciascuno è la storia che lo rappresenta”.
Da questa idea nasce il claim del progetto, “La tua storia è la tua forza”, che accompagna il video realizzato dall’agenzia Deliverti del Gruppo Admaiora e diffuso sui canali digital della compagnia. Il filmato racconta il percorso personale e sportivo di alcuni atleti paralimpici del Circolo Aniene. Il progetto sostiene l’attività agonistica di alto livello in diverse discipline, dal canottaggio al nuoto, fino all’handbike, e ha contribuito alla preparazione di atleti che hanno partecipato alle principali competizioni internazionali, comprese le Paralimpiadi di Parigi 2024.
Misurare l’impatto dentro e fuori l’azienda
Per Sara Assicurazioni il progetto con il Circolo Aniene ha portato un impatto concreto anche sulla cultura aziendale. “Abbiamo riscontrato una maggiore presa di coscienza rispetto al mondo che ci circonda”, racconta ancora Mattioli, evidenziando quanto iniziative di questo tipo possano sconfinare dimensioni temporali ristrette e attecchire profondamente negli spazi professionali.
“È ancora un mondo estremamente divisivo – prosegue – per le barriere architettoniche, ma anche per il modo in cui vengono percepiti gli spazi. Con queste iniziative cambia la percezione nel piccolo, ma poi questo cambiamento può essere portato in ambiti più ampi. La collaborazione con gli atleti del Circolo e con Ossola [il velocista brand ambassador dell’iniziativa, ndr) ci ha consentito di vivere quotidianamente condizioni diverse da quelle che normalmente percepiamo. Il processo di normalizzazione passa anche da questo tipo di iniziative, insieme al metterci il cuore”.
Tecnologia, sport e nuovi immaginari
La presenza di Ossola introduce anche un altro elemento centrale nel racconto dello sport paralimpico contemporaneo: la tecnologia. Le protesi bioniche e le innovazioni legate alla biomeccanica stanno ridefinendo il modo in cui si percepisce la performance sportiva. Ossola stesso racconta spesso come il primo limite sia culturale prima che fisico. “Non capita sempre in un’azienda di fare sempre le stesse cose per sempre”, ha spiegato durante un incontro del team.“Tutto evolve. Tecnologie, modi di lavorare, mentalità. Quando mi hanno proposto la Fly Experience ho pensato subito che con la protesi sarebbe stato difficile bilanciarsi. Il primo pensiero è stato il dubbio. Poi ho deciso di farlo. E alla fine ha funzionato”. Questa dimensione sperimentale contribuisce a spostare la narrazione dal concetto di limite a quello di possibilità.
Inclusione, gli obiettivi di Sara
Per Sara Assicurazioni il progetto con il Circolo Canottieri Aniene rappresenta quindi qualcosa di più di una partnership sportiva. Si inserisce infatti in un più ampio programma di iniziative dedicate alla diversity & inclusion, con l’obiettivo di sensibilizzare sia l’opinione pubblica sia la comunità aziendale. In questo senso lo sport diventa un laboratorio sociale. Un luogo in cui sperimentare nuovi linguaggi e nuove relazioni. Il risultato, conclude Mattioli, non è una narrazione eroica della disabilità, ma un cambio di prospettiva: “Quando la disabilità entra nella quotidianità smette di essere percepita come qualcosa di straordinario. Diventa parte della normalità. Ed è proprio da questa normalità che nasce la vera inclusione”.