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Carburanti sintetici a emissione zero e in versione bio sono le carte che Germania e Italia si giocano affinché le rispettive industrie automobilistiche non subiscano troppo il processo di decarbonizzazioneDecarbonizzazione La decarbonizzazione si riferisce al processo di riduzione o eliminazione delle emissioni di anidride carbonica (CO2) derivanti dalle attività umane, specialmente quelle legate alla produzione e al consumo di combustibili fossili. L'obiettivo della decarbonizzazione è quello di ridurre l'impatto... Approfondisci, che prevede lo stop alla produzione di veicoli con motori termici entro il 2035. Entrambe le soluzioni presentano benefici e punti oscuri.
I primi alla fine sono stati inseriti in un accordo con la Commissione europea. Gli altri invece no, nonostante il pressing del governo italiano, anche se si tratta, come rivelato dalla Commissaria all’Energia, Kadri Simson e soprattutto al G7 in Giappone sono stati associati ai carburanti sintetici per il processo di decarbonizzazione del settore auto. Gli e-fuel e i biocarburanti sono sostenuti rispettivamente da Germania e Italia per prolungare la vita dei motori a scoppio, provando così a tutelare il settore automobilistico, della componentistica, per non risentire dello stop fissato al 2035 della produzione di veicoli con motori termici.
Gli e-fuel sono carburanti sintetici a emissioni zero. La loro produzione avviene mediante la scissione dell’acqua in ossigeno e idrogeno e la successiva combinazione dell’idrogeno ricavato da tale processo con l’anidride carbonica, a sua volta catturata dall’atmosfera. Questo procedimento prevede emissioni di CO2 neutre, se per alimentarlo sia utilizzata energia elettrica rinnovabile. L’anidride carbonica emessa nell’aria dai veicoli alimentati da e-fuel verrebbe compensata da quella prelevata dall’aria per la realizzazione del carburante. Le criticità: secondo gli ambientalisti, le emissioni di carbonio non andrebbero a svanire con il loro utilizzo. E poi, i costi, davvero proibitivi: oggi forse si andrebbe oltre i dieci euro per ogni litro di carburante. Roba da ricchi, anzi ricchissimi.
L’Italia invece punta parecchio, come spiegato recentemente al G7 in Giappone dal Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, sull’uso di biocarburanti anche dopo il 2035, ovvero quando sarà effettivo l’argine alla vendita di auto diesel e a benzina con motori endotermici. Si tratta di nuovi carburanti realizzati con materie prime ricavate da scarto e residui vegetali e da olii generati da colture non in competizione con la filiera alimentare sono disponibili in oltre 40 province italiane. Presto si arriverà a 150 punti vendita. Uno strumento di transizione, anche per tutelare la componentistica del nostro paese, uno dei settori industriali più produttivi. Lo scenario è composito anche sui biocarburanti. Tra i vantaggi, il rapporto costi-benefici, il costo del gasolio in versione bio si sovrappone a quello ordinario, quindi inferiore ai due euro per ogni litro di carburante. Inoltre, i biocarburanti sono più puliti, meno inquinanti e compatibili con i veicoli in produzione. C’è poi la facilità di produzione: i biocombustibili, ottenuti da scarti vegetali e piante, non sono destinati a esaurirsi. E se nella valutazione rientra anche il livello di inquinamento è inferiore, perché le piante utilizzate vanno a compensare le emissioni di gas serraGas serra: cosa sono e quale impatto hanno sull'ambiente Definizione di gas serra Cosa sono i gas serra I gas serra sono una serie di composti chimici presenti nell'atmosfera che hanno la capacità di trattenere il calore proveniente dal Sole,... Approfondisci per la produzione del carburante verde, c’è da tenere in conto anche valorizzare i biocarburanti potrebbe portare benefici anche ai paesi che non dispongono di riserve di petrolio grezzo.
L’altro lato della luna? I costi di produzione sono al momento decisamente più elevati rispetto al greggio, poi l’uso dei fertilizzanti, che contengono azoto e fosforo e l’impiego intensivo di acqua nella fase di coltivazione e produzione del carburante, molti metri cubi di acqua, con le riserve acquifere che non sono infinite.