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Giro d’affari da 420 miliardi di euro, la grande sfida è il riciclo, in cui l’Italia è eccellenza in Europa

Un giro d’affari da 420 miliardi di euro entro il 2030. Quello attuale supera di poco i 250 miliardi. Inoltre, c’è un tasso di crescita annuo del 6,6%: il segmento di mercato degli imballaggi di carta e cartone ha preso letteralmente il volo secondo le stime prodotte da Research and Markets, che svolge centinaia di ricerche specifiche per le aziende a livello mondiale.

L’effetto domino è determinato ovviamente dalle nubi che avvolgono il settore della plastica, nel mirino costante delle associazioni ambientaliste e “nemico” delle politiche dei paesi orientate verso la sostenibilità. Quindi, se la plastica si trova sostanzialmente accerchiata, i produttori si spostano immediatamente su carta e cartone. 

Secondo Research and Markets, è la Cina ad accaparrarsi una grande fetta del mercato degli imballaggi di carta e cartone: la crescita del paese orientale sarà prossima all’8%, superando gli 87 miliardi di dollari entro il 2030. E poi ci sono Giappone e Canada, con un tasso di crescita rispettivamente del 5,4% e del 5,8%, mentre in Europa svetta la Germania, che si attesterà intorno al 7%. 

Certo, per il settore che è in grande crescita si presenta la sfida del riciclo. Per evitare che la deforestazione diventi selvaggia per sostenere la domanda che arriva dal mercato, il riciclo della plastica, che comunque è segnalato in crescita nella fase tra il 2022 e il 2030, deve scalare di marcia, entrando di fatto nelle logiche dell’economia circolare. Per farlo, vanno sciolti i nodi, in primis la raccolta, che risulta ancora poco efficiente a livello mondiale, soprattutto nei paesi in via di sviluppo dove arriva intorno al 50%. In Europa si è al 70%, con l’Italia che rappresenta l’eccellenza, intorno al 75% secondo le valutazioni del CONAI. Sempre in Europa, le industrie riunite nello European Paper Recycling Council si sono poste l’obiettivo di raggiungere il 76% della raccolta entro il 2030. 

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