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Pubblicato un position paper che contiene misure anche su consumo del suolo e sulle politiche abitative

Una cabina di regia interministeriale per i progetti di rigenerazione urbana, per implementare la condizione abitativa e per accelerare il conseguimento di alcuni degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, migliorando la qualità della vita, rigenerando gli ecosistemi e la biodiversità. Sono queste alcune delle proposte formulate dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS, il cofondatore e responsabile scientifico è l’ex ministro del Lavoro, Enrico Giovannini) per la presentazione del position paper Governo del territorio, rigenerazione urbana e politiche abitative per lo sviluppo sostenibile. 

Durante un recente incontro alla Camera, l’ASviS ha sottolineato che la recente istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie può essere un’occasione importante per fare il punto della situazione e stimolare una forte iniziativa politica su queste tematiche. 

Il position paper, redatto dal Gruppo di lavoro dell’ASviS su “Città e comunità sostenibili”, affronta i temi della rigenerazione urbana, della lotta al consumo di suolo, delle politiche abitative, del funzionamento del mercato delle locazioni. Il documento pone particolare attenzione alle “locazioni brevi”, avanzando proposte concrete sul piano normativo e organizzativo per assicurare il coordinamento delle politiche nazionali e territoriali alla luce dell’Agenda 2030, che promuove un insieme di politiche fortemente connesse al concetto di “governo del territorio”, da declinare attraverso interventi improntati alla sostenibilità. 

Per contrastare il consumo di suolo, l’ASviS propone di approvare una norma che demandi a un’intesa nella Conferenza Stato-Regioni la determinazione della quantità massima di consumo di suolo ammesso nel territorio di ciascuna regione e la sua ripartizione per ambiti comunali o sovracomunali, prevedendo che, se l’intesa non è raggiunta entro trenta giorni dall’avvio della discussione, il Governo possa definire autonomamente tali quantità in base a parametri predefiniti. Si esorta anche a programmare un flusso di finanziamenti certo e poliennale per le politiche abitative, in particolare per la riqualificazione e l’incremento del patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica (ERP). L’ASviS propone inoltre di considerare il servizio abitativo destinato a cittadini che si trovano in una situazione di disagio economico come parte dei Livelli essenziali delle prestazioni (LEP) che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale.

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