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Dati IPPR Plastic Consult: i volumi di plastiche riciclate sono cresciuti di 50 mila tonnellate
L’Italia si è messa in moto nell’utilizzo della plastica riciclata. Ma non è ancora abbastanza. E’ quanto emerge dai dati del rapporto di IPPR Plastic Consult, l’Istituto per la promozione delle plastiche da riciclo. Lo scorso anno, secondo i numeri forniti a fine giugno, i volumi di plastiche riciclate trasformate in Italia sono cresciuti di circa 50 mila tonnellate, facendo segnare un +4% sull’anno precedente. In numeri assoluti, si tratta di 1,3 milioni di tonnellate, per il 71% post-consumo e il restante 29% da cosiddetto sfrido industriale (cioè il residuo della lavorazione). Sostanzialmente, un terzo dei rifiuti di plastica riciclabili e successivamente trasformati, vengono prodotti prima del consumo.
Per il nostro paese si tratta di una soglia record. Il Corepla indica anche le cifre del riciclo per classe di polimeri: dal polietilene al 33%, poi il polipropilene con il 26%, il PET che vale circa il 17%, mentre PVC e poliestere raggiungono entrambi il 6% del totale.
Sull’utilizzo della plastica riciclata, secondo il report di IPPR Plastic Consult, il settore del packaging è il mercato che tira le fila con il 35% del totale. L’edilizia è al secondo posto, con il 26% del mercato. Fibre, imballaggi e costruzioni fanno registrare i migliori aumenti, tra il +6 e il +10%. Al contrario, i settori di casalinghi e arredamento mostrano una flessione del -6,8%.
Inoltre, sulla plastica riciclata nei prodotti è emerso che appena il 20% del totale è formato da polimeri riciclati, mentre il materiale restante è vergine. Per alzare ulteriormente il livello, scrive il Corepla, dovrebbero giocare a favore di un maggior uso di riciclati anche le nuove frazioni della raccolta differenziata, come vaschette PET, o imballaggi in polistirene compatto. É prevista in aumento anche la disponibilità di materiale post-consumo rigido (soprattutto PP e miste) con qualità superiore e più costante, idonea ad applicazioni anche tecniche. Mentre è un elemento indubbiamente negativo il rinvio o la cancellazione della plastic tax nazionale.