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Le certificazioni come leva strategica per la transizione sostenibile delle PMI: contributi a fondo perduto fino a 21mila euro
Un milione e 137mila 500 euro per rafforzare la competitività sostenibile delle PMI del Friuli-Venezia Giulia. È il valore del nuovo bando regionale (attivo dal 1° al 30 ottobre 2025) che incentiva l’adozione di certificazioni ambientali, sociali e gestionali: uno strumento sempre più decisivo per accedere ai mercati, ai finanziamenti e ai criteri ESGESG ESG è l'acronimo di Environmental, Social, and Governance, che si traduce in italiano come Ambientale, Sociale e Governance. Questi tre componenti sono utilizzati per valutare l'impatto sostenibile e le pratiche etiche di un'azienda o di un'organizzazione. Ecco una spiegazione... Approfondisci.
Certificazioni green, il valore strategico
Molto più che bollini simbolici, le certificazioni rappresentano sistemi strutturati per il miglioramento continuo di processi e prodotti. Le ISO ambientali e di gestione energetica (es. ISO 14001, ISO 50001) permettono alle imprese di misurare e ridurre impatti ambientali; la certificazione di parità di genere UNI/PdR 125, introdotta nel 2022, si fonda su indicatori concreti (gender pay gap, governance, policies). Gli schemi certificativi sono spesso prerequisito nei bandi pubblici e nei mercati B2B, anche grazie a strumenti come il Green Public Procurement (GPP).
Con il nuovo bando approvato dalla Giunta regionale del Friuli-Venezia Giulia, le PMI potranno ottenere contributi a fondo perduto per ottenere o mantenere questi standard. Il bando si inserisce nell’ambito della Legge regionale 10/2025, nata per sostenere l’innovazione e la transizione sostenibile del tessuto imprenditoriale locale.
Impatti ambientali e sociali: numeri chiave e policy UE
Dalla CSRDCSRD - Corporate Sustainability Reporting Directive La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) è una direttiva dell'Unione Europea che obbliga le aziende di grandi dimensioni a divulgare informazioni dettagliate sul loro impatto sociale e ambientale, promuovendo la trasparenza e la sostenibilità aziendale. Approfondisci alla CSDDD, il bando regionale si inserisce un contesto normativo europeo in evoluzione che impone obblighi e integrazioni nei bilanci. In Italia le certificazioni accreditate ISO sono in decisa crescita, a conferma del loro ruolo strategico nella transizione ecologica e digitale. Secondo lo Speciale Accredia pubblicato dal Sole 24 Ore nel febbraio 2025, il nostro Paese è primo in Europa e secondo al mondo per numero complessivo di certificazioni ISO, con oltre 155 000 certificati attivi.
La ISO 9001 per la gestione della qualità rappresenta il 64 % del totale, con quasi 100mila certificati, seguita dalla ISO 14001 per la gestione ambientale (15 %) e dalla ISO 45001 per salute e sicurezza sul lavoro (12 %). La componente ambientale è in forte espansione: in un solo anno, i siti aziendali certificati sono cresciuti del 14%, superando quota 45mila. Un trend conferma l’importanza crescente delle certificazioni come strumenti per attestare processi, ma anche competenze, impatti ambientali e impegno sociale.
Mercato e finanza, vantaggi competitivi e accesso ai capitali
Il mercato delle certificazioni è in crescita costante: Secondo recenti studi di Marketsandmarkets.com l’asset raggiungerà, entro il 2030, un valore di 4,25 miliardi di dollari. Ottenere una certificazione aumenta anche l’accessibilità al credito: diversi istituti bancari italiani offrono condizioni agevolate alle imprese dotate di rating ESG o certificazioni ambientali. Nel mercato B2B, la presenza di certificazioni è spesso condizione per accedere a supply chainSupply chain o Catena di approvvigionamento La "supply chain" o catena di approvvigionamento è un elemento fondamentale nel mondo degli affari, rappresentando l'insieme di passaggi coinvolti nella produzione e distribuzione di un prodotto o servizio. Dalla materia prima fino al... Approfondisci internazionali o partnership industriali.
Certificazioni green, un volano per la transizione delle PMI
Il bando del Friuli-Venezia Giulia si inserisce in una tendenza europea in cui le certificazioni diventano infrastrutture della sostenibilità con strumenti misurabili, confrontabili e riconosciuti. Proprio per questo, serve accompagnare le PMI con politiche continuative, semplificazione amministrativa e supporto tecnico, per fare della qualità un’abitudine, della sostenibilità una strategia.