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Ankara spinge sulla produzione di rinnovabili: la Turchia è al momento il terzo produttore di pannelli solari al mondo, dietro Cina e Cambogia. Nel frattempo il governo italiano approva piano per nuovi impianti green
Una centrale fotovoltaica da 20 milioni di metri quadrati. La Turchia mostra all’Europa la sua strategia per lo sfruttamento delle risorse rinnovabili aprendo la centrale elettrica fotovoltaica di Karapinar, a un passo da Konya, nell’Anatolia centrale. E’ sicuramente l’impianto più grande presente sul territorio turco e, secondo la tv di Stato Trt, il più grande d’Europa. La realizzazione dell’impianto ha avuto inizio a partire dal 2020, gestita dall’azienda turca Kalyon. Ha contribuito al progetto con un investimento da un miliardo di euro l’agenzia di credito del governo britannico Ukef.
Si tratta di una centrale da quasi 3,5 milioni di pannelli. Ha una capacità di produzione annua di 3 miliardi di chilowattora (kWh), che corrisponde circa all’1% dei consumi di elettricità in Turchia. Secondo il progetto di Kalyon, la sua produzione sarà in grado di coprire il fabbisogno energetico di due milioni di persone. Quando è partito il progetto di Karapinar (che produce 2 GW annui), c’erano 3,5 GW di fotovoltaico in Turchia, entro il 2023 si dovrebbe arrivare a 10 GW.
Il ministro dell’Energia e delle risorse naturali del governo di Istanbul, Fatih Dönmez, ha spiegato, a proposito dell’impianto di Karapinar, che la Turchia ha superato la Corea del Sud diventando il terzo produttore di pannelli solari al mondo, alle spalle dell’inarrivabile Cina (che è in possesso di quasi il 98% dei materiali necessari per realizzare un pannello di qualità, a partire da wafer e lingotti), poi c’è la Cambogia. Sull’Italia, è di queste ore l’annuncio del Ministero dell’Ambiente dell’autorizzazione alla produzione di nuovi impianti di energia elettrica da fonti rinnovabili per una potenza da 600 MW. Secondo il Rapporto Statistico Fotovoltaico 2022, in Italia nel 2022 sono stati installati impianti per 2,5 GW. La capacità elettrica in Turchia ora è di 104 GW: erano 30 GW nel 2002. Nel frattempo, nel settore sono stati investiti 80 miliardi di dollari, principalmente da società private.
Secondo un recente studio del think tank turco Sustainable Economics and Finance Research Association (SEFIA) pubblicato lo scorso 16 dicembre, l’aumento della capacità di generazione di energia fotovoltaica ed eolica potrebbe ridurre l’inflazione in Turchia del 7%. L’aumento della produzione di elettricità da fonti rinnovabili in Turchia ridurrebbe inoltre i costi del carburante (il Paese è fortemente dipendente dalle importazioni dall’estero per coprire il proprio fabbisogno) che sono stati pari a 3,1 miliardi di dollari nel 2021 e 3,3 miliardi nei soli primi sei mesi del 2022.
Secondo le ultime stime dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) si prevede che la Turchia possa crescere ancora di un ulteriore 60% nella sua capacità di generare energia rinnovabileEnergia rinnovabile L'energia rinnovabile è fonte di energia proveniente da risorse naturali che si rinnovano rapidamente, come il sole, il vento, l'acqua e la biomassa. È una forma di energia pulita e sostenibile che contribuisce a ridurre le emissioni di... Approfondisci nei prossimi cinque anni.