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È il sito di Groningen, in Olanda ma 11 pozzi restano aperti sino al 2024

Il giacimento di gas più grande d’Europa chiude. Si trova a Groningen, in Olanda: era stato inaugurato nei primi anni ’60, dall’impianto sono stati estratti oltre 2300 miliardi cubi di gas fossile, producendo guadagni per 430 miliardi di euro. La decisione era stata presa già nel 2018 ma lo scoppio della crisi energetica prima e poi della guerra in Ucraina, con le limitazioni poste all’importazione di gas dalla Federazione Russa, hanno rallentato il processo di chiusura, che si è compiuto in questi giorni. Chiusura che non è immediatamente valida per l’intero giacimento. Infatti, almeno 11 pozzi resteranno ancora operativi per un altro anno, proprio per garantire al paese un margine di manovra in caso di nuovi shock energetici. 

Il fattore terremoti

Ha inciso il fattore terremoti, che interessano l’area olandese da due decenni, di bassa intensità ma estremamente vicini alla superficie, con danni a edifici. Una delle scosse più forti è stata registrata lo scorso anno, mentre una ricerca dell’università di Groningen stimava, nel 2021, che i danni dei terremoti nell’area hanno colpito direttamente almeno 100mila persone. Quindi, il governo olandese ha deciso di chiudere il giacimento. Con riflessi evidenti in tutta Europa. Il direttore per l’Energia della Commissione Ue, Juul Jorgensen, ha detto al Financial Times che l’Europa deve affidarsi ai combustibili statunitensi nei prossimi anni e poi spingere sulle rinnovabili. Dunque, indipendenza dalla fornitura russa e alleanza con Washington. Le esportazioni statunitensi di Gnl verso l’Ue nel 2022 sono infatti più che raddoppiate lo scorso anno e saliranno a 56 miliardi di metri cubi nel 2022, rispetto ai 22 miliardi dell’anno precedente. Alla fine del 2022, il gas russo rappresenterà il 16% delle importazioni di gas dell’Ue, in calo rispetto al 37% del marzo 2022. 

Per l’Italia, dopo la chiusura di Groningen, sarà ancora più prioritario il rapporto costruito per le forniture con il Nordafrica e con l’Azerbaigian. 

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