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Sul territorio italiano ci sono ottomila km di coste ma appena dieci pale eoliche in funzione

Oltre ottomila km di coste. Ma appena dieci pale eoliche in funzione, che sono state installate di fronte al porto di Taranto: valgono 30 MW e sono serviti diversi anni per concludere il percorso.  Un recente studio dell’ANIE rivela in realtà ciò che è ricavabile dall’osservazione topografica del nostro paese: in Italia l’eolico offshore dispone di un grande potenziale, anche solo concentrandosi sugli impianti floating, ossia su quelli non radicati sul fondale marino ma composti da una struttura galleggiante, attraccata al fondale tramite un sistema di ancoraggio e cavi, in modo da ridurre al minimo l’impatto ambientale. L’Italia, riporta ANIE, è il terzo mercato a livello mondiale per potenziale di sviluppo dell’eolico offshore galleggiante e in prospettiva è leader della filiera tecnologica in Europa. Per concretizzare queste opportunità, sarebbe importante disporre di un quadro normativo a lungo termine per abilitare i nuovi investimenti e velocizzare gli iter autorizzativi dei nuovi impianti.

Obiettivo per l’Italia: 143 GW entro il 2030

In linea con il REPowerEU, il Piano 2030 del settore elettrico elaborato da Elettricità Futura prevede 85 GW di nuovi impianti a fonte rinnovabile nel periodo 2022-2030 (di cui 25 GW eolico) per portare la potenza totale rinnovabile installata in Italia a 143 GW.  Secondo l’Osservatorio Permitting di ANIE, al 30 giugno 2023 erano depositate al MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) istanze di progetti di impianti a fonte rinnovabile per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per complessivi 108 GW. Secondo il Global Wind Energy Council, l’Italia è il terzo mercato a livello mondiale per potenziale di sviluppo dell’eolico galleggiante, con l’Europa area geografica leader per le tecnologie eoliche offshore.

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