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Per ora si arriva a 1200 gigawatt, circa il 12% rispetto a quello che sarà necessario produrre

I Paesi che fanno parte dell’Onu (sono 150) devono triplicare le forze, arrivando alla produzione di ottomila Gigawatt, ossia al 70% di rinnovabili rispetto a quanto previsto dall’Accordo di Parigi, a quota 11mila gigawatt. Lo scenario è questo, aggiungendo, come rileva l’Agenzia internazionale dell’Energia (IEA) che per ora si arriva a 1200 Gigawatt, circa il 12% rispetto a quello che sarà necessario produrre. In soldoni, anche triplicando l’impegno sulla produzione delle fonti rinnovabili, non si arriverebbe a quanto definito. In sostanza, si deve accelerare per realizzare un miracolo.

Dal fotovoltaico, al solare, fino all’eolico: ora i Paesi si stanno spingendo sulla produzione di fonti rinnovabili, con il forte calo (fino al 40%) dei costi di produzione. La stessa IEA, che ha avuto un ruolo nella stipula del pacchetto sull’energia alla recente COP28, ha riconosciuto nel suo report che l’impegno dei Paesi è stato triplicato dal 2015, evidenziando anche che ci sono altri elementi da risolvere, come i lunghi tempi di attesa per le autorizzazioni dei progetti e gli investimenti inadeguati nelle infrastrutture di rete.

Lo studio di Ember

Va ricordato anche il recente studio del think tank Ember, secondo cui l’aumento della capacità installata rinnovabile sarebbe già in grado di mettere in panchina la generazione fossile, con la contrazione delle emissioni di carbonio. E questo perché per la prima volta le fonti rinnovabili hanno coperto oltre il 30% della generazione elettrica globale nel 2023. Il dato era al 19% nel 2000, mentre ora il boom delle rinnovabili è spinto da solare ed eolico, che hanno fatto segnare un incremento di oltre il 13% solo nell’ultimo anno. Ma evidentemente non basta.

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