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Secondo l’associazione di settore WindEurope, ci sarebbe stata una crescita di 17 Gigawatt per l’Ue nel 2023

È uno dei settori su cui l’Europa e non solo (anche il Regno Unito, per esempio) sta indirizzando sguardi e investimenti. Lo scorso anno l’eolico offshore ha fatto segnare primati a pioggia. Secondo l’associazione di settore WindEurope, ci sarebbe stata una crescita di 17 Gigawatt per l’Ue. Sempre secondo le stime, ci sarebbero 4,2 GW di nuovi parchi eolici in mare. E non ci si ferma ai dati sul 2023: con un investimento – sinora stanziati 30 miliardi di euro – saranno finanziati otto parchi, dunque 9 GW di nuova capacità. Questo avviene in Europa ma, come detto, l’eolico offshore corre forte anche nel Regno Unito, dove prende forma il parco Hornsea (2,9 GW), e se vi fossero le aste sull’eolico, sempre lo studio ipotizza la capacità di 40 GW nelle acque continentali

La situazione in Europa

Davanti a tutti c’è l’Olanda, che ha creduto di più e prima nello sviluppo del settore. In Olanda c’è il progetto Hollandse Kust Zuid, da 1,5 GW, che attualmente detiene un doppio primato: è la wind farm marina più grande al mondo e la prima ad essere realizzata senza incentivi. Poi ci sono Francia e Regno Unito, mentre a ottobre la Commissione Ue ha varato il Piano d’Azione per l’Energia Eolica (European Wind Power Action Plan), con un pacchetto di misure che dovrebbe rispondere alle sfide per garantire che la transizione energetica tenga il passo dello sviluppo industriale. L’obiettivo è mantenere una supply chain competitiva in grado di attrarre i finanziamenti necessari, offrendo sostegno anche al settore della manifattura. 

In Italia?

Il primo impianto è stato inaugurato al largo di Taranto, nel Mar Ionio, due anni fa, con una capacità di 30 MW: per i 25 anni a seguire dovrebbe produrre oltre 58 mila MWh annui di elettricità, di cui almeno il 10% destinato al porto di Taranto. Ma, in generale, nonostante le potenzialità di regioni come Puglia, Sicilia, Sardegna, la presenza di sole, mare e vento, l’Italia è ben dietro le potenze europee, ferma per lacci e procedure burocratiche. Potrebbe essere la terza potenza europea, con Spagna e Grecia, ma per ora è ferma al palo con circa 30 MW installati. 

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