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La svolta anti-ambientalista del primo ministro scatena gli ambientalisti: Greenpeace gli piazza un drappo nero davanti casa

Greenpeace gli ha fatto trovato un drappo nero fuori casa. La svolta anti-ambientalista del Primo Ministro britannico Rishi Sunak sta infatti mettendo in dubbio il divieto di vendita di automobili alimentate a diesel e benzina oltre il 2030. Qualche giorno fa il conservatore Michael Gove, segretario di stato per le comunità e i governi locali e compagno di partito del primo ministro Rishi Sunak, aveva provato a rassicurare le imprese e gli investitori nel settore dei veicoli elettrici a causa del vacillamento di Sunak, orientato a trovare un punto di equilibrio tra la politica verso l’elettrificazione e l’impatto sulle tasche dei consumatori. Le auto elettriche infatti costano ancora tanto.

Come riporta il magazine Autocar, Sunak non è riuscito a confermare se il divieto andrà ancora avanti come inizialmente previsto, mentre aumentano le voci secondo cui qualsiasi nuova legge incentrata sul clima che “ha un impatto ingiusto sul pubblico” potrebbe essere attenuata. Il primo ministro ha infatti detto che il Regno Unito “farà progressi verso l’obiettivo net zero” ma “in un modo proporzionato e pragmatico” in modo da non “dare inutilmente più problemi e più costi nella loro vita ai cittadini“.

Autocar ricorda che il divieto di vendita dei modelli benzina e diesel è, probabilmente, il più grande cambiamento politico che ha colpito l’industria automobilistica

In Gran Bretagna è programmato che potranno essere vendute dal 2030 solo le auto ibride con motore a combustione o completamente elettriche e dal 2035 solo quelle 100% a batteria. Secondo il Times, il Governo starebbe anche contemplando quella che viene definita esenzione Aston Martin, in modo che alla scadenza del 2035 i produttori di auto a basso volume possano avere più tempo per passare ai modelli 100% elettrici.

Il tema è assai caldo e ha visto l’intervento anche di un quotidiano misurato come il Daily Telegraph, che sottolinea come le auto a batteria restino una spesa ancora inaccessibile per la maggior parte delle famiglie e che sarà necessario un enorme aggiornamento della rete elettrica per aumentare il numero di punti di ricarica in Gran Bretagna, passando dalle attuali 42 mila colonnine alle oltre 300 mila nei piani governativi, mentre l’organizzazione ChargeUK, che rappresenta gli operatori dei punti di ricarica, si è detta allarmata dai dubbi espressi da Sunak.

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