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Il 98% delle stazioni di sci potrebbe chiudere in anticipo a causa della mancanza di neve

Il climate change mette sempre più a rischio l’universo dello sci. Secondo le stime prodotte da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Climate Change, ci sarebbe il 98% delle stazioni di sci che potrebbe chiudere in anticipo a causa della mancanza di neve: l’aumento della temperatura media di 2-4 gradi sarebbe infatti fatale per il settore, producendo il ritiro dei ghiacciai, mettendo così in pericolo un’intera economia e centinaia di migliaia di posti di lavoro. Si pensi solo alla situazione potenziale in Italia, Svizzera, Francia, per restare all’Europa. Per resistere, servirà per quasi la totalità degli impianti la neve artificiale

Dunque, la federazione mondiale dello Sci, la FIS, ha sottoscritto un accordo che dura cinque anni con l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) per la sensibilizzazione degli operatori e del pubblico sul trend in corso sugli sport invernali. I programmi saranno definiti di anno in anno: si parte il 7 novembre con un webinar per le 137 federazioni nazionali, centrato sugli impatti del cambiamento climatico sulla neve, sui ghiacciai e sulle discipline sportive.

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