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Secondo lo studio della tech company italiana, le aziende che non si aggregano alla transizione rischiano maggiormente il default
Rimandare gli investimenti a livello aziendale sulla transizione ecologica produce solo danni per l’azienda stessa. L’allarme è lanciato dalla tech company Cerved, che ha compiuto un’analisi sulle pmi italiane prendendo a esempio il Climate Stress Test promosso dalla Bce per valutarne la resilienza delle aziende e delle banche ai rischi climatici, ha integrato gli input forniti dalla banca centrale europea e proiettato al 2050 i bilanci individuali delle imprese, sulla base di valori chiave come emissioni e consumi energetici. Dunque, le aziende che non si adegueranno con rapidità alla transizione climatica rischiano il 25% in più di fallire rispetto a ora e soprattutto il 44% in più rispetto a chi pensa a investire ora per agganciarsi al treno della sostenibilità. Un treno che in ogni caso non si fermerà.
Il rischio non è solo quello di finire fuori mercato e in questo senso portano un contributo alla causa le direttive europee sull’obbligo di rendicontazione rendicontazione societaria in materia ambientale (CSRDCSRD - Corporate Sustainability Reporting Directive La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) è una direttiva dell'Unione Europea che obbliga le aziende di grandi dimensioni a divulgare informazioni dettagliate sul loro impatto sociale e ambientale, promuovendo la trasparenza e la sostenibilità aziendale. Approfondisci) e anche quella sulla dovuta diligenza (CSDDD), ma il rischio è il default. Inoltre, per le aziende ad alto rischio fisico (di cui oltre l’8% è concentrato soprattutto in Emilia Romagna, Toscana, Liguria, Valle d’Aosta e lungo tutto l’Appennino) si prospetta al 2050 una crescita dei costi annui per la ricostruzione di impianti e strutture pari all’1,6% dell’attivo e dei premi assicurativi fino al 3% del fatturato.
Dalla transizione ordinata (investimenti nel primo decennio), poi quella disordinata (tra il 2030-2040, con costi più elevati) sino allo scenario “serra”, in cui sostanzialmente non si interviene, questo è lo scenario ipotizzato da Cerved, secondo cui l’investimento che dovrebbero sostenere le pmi italiane equivale a circa 203 miliardi di euro entro il 2050, con ⅔ da sostenere praticamente subito, entro otto anni. La cifra andrebbe investita soprattutto al Nord, dove si concentra la maggior parte delle attività produttive