Tempo di lettura: < 1 minuto

Loading

Tra i colossi contro la normativa anti distruzione delle foreste c’è anche Lavazza

I produttori di caffè e cioccolato e dolciumi si schierano contro la legge sulla deforestazione Ue. E’ un pacchetto di imprenditori – tra cui colossi come Lavazza –  che criticano la praticità della legge, approvata a dicembre 2022 (e che dovrebbe entrare in vigore entro la fine del prossimo anno) secondo cui le aziende potranno vendere nell’Ue solo i prodotti il cui fornitore abbia rilasciato una dichiarazione di “diligenza dovuta” (due diligence in inglese) in grado di attestare che il prodotto non provenga da terreni deforestati e non abbia contribuito al degrado di foreste, comprese le foreste primarie insostituibili, dopo il 31 dicembre 2020. 

Gli importatori di caffè, cacao, manzo, soia, gomma e olio di palma dovranno dimostrare che le loro catene di approvvigionamento non contribuiscono alla distruzione delle foreste, una causa del cambiamento climatico, o saranno multati fino al 4% del loro fatturato nel blocco.

L’approvazione della legge è arrivata ma per alcune aziende potrebbe ostacolare la catena del valore

L’approvazione della legge è arrivata – è la posizione dei produttori – nonostante l’impegno pubblico e volontario delle stesse aziende e in generale dell’industria di caffè e cacao a dare una ripulita alle catene di approvvigionamento. Alcune aziende sostengono che la legge nella sua forma attuale potrebbe ostacolare la catena del valore alimentare in Europa. In particolare, sarebbe complicato il percorso dei piccoli coltivatori di caffè a osservare tutte le disposizioni della legge contro la deforestazione. 

Anche diversi colossi del cioccolato mondiale come Ferrero e Lindt si sono espressi sulla legge, sostenendola nel percorso verso la tracciabilità per i consumatori ma evidenziando che il processo potrebbe costare molto ai consumatori stessi perché andrebbero a costare di più le materie prime.

Articoli correlati