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Ogni 15 secondi spariscono aree verdi parecchio estese, si è vicini al punto di non ritorno, con conseguenze dannose per l’ecosistema
La foresta amazzonica che diventa come la savana africana. Lo spettro è davanti a noi, potrebbe accadere, si è al punto di “non ritorno”. Qualche giorno fa, in occasione del World Rainforest Day, sono emersi alcuni dati sulla sparizione delle foreste pluviali, che restano uno degli alleati più preziosi contro il climate change, per l’assorbimento del carbonio. In particolare, in Amazzonia c’è il 20% di foreste in meno rispetto agli anni ‘70. L’Amazzonia stocca 150-200 miliardi di tonnellate di carbonio annuo. Presto potrebbe non farlo più.
I dati sono impressionanti: in pratica spariscono ogni 15 secondi aree verdi parecchio estese, quanto un campo da football o da calcio. E questo sta accadendo in Congo e soprattutto, come ricordato, in Amazzonia. Nella foresta sudamericana, che si estende attraversando nove stati, durante i primi sei mesi dello scorso anno sono spariti quasi quattromila chilometri quadrati di verde. Ovvero, l’estensione di una media regione italiana. In questo hotspot di biodiversità vive il 10% di tutte le piante e gli animali conosciuti. La foresta pluviale più grande della Terra è ormai da anni vittima di uno sfruttamento selvaggio delle risorse naturali, che spesso mette a rischio anche la sopravvivenza dei popoli indigeni. Se il ritmo sarà questo, se andrà perso un altro 5% di foresta pluviale, l’Amazzonia potrebbe davvero ridursi a una savana.
I livelli di deforestazioneDeforestazione La deforestazione è il processo di rimozione o distruzione di foreste o aree boschive su larga scala, generalmente per far posto ad attività umane come l'agricoltura, l'allevamento, l'estrazione mineraria o lo sviluppo urbano. Questo fenomeno ha profonde implicazioni ambientali,... Approfondisci in Amazzonia hanno raggiunto livelli elevatissimi durante il mandato elettorale di Jair Bolsonaro. Come riportato dai dati dell’Istituto brasiliano di ricerche spaziali (Inpe), già nel primo anno dal suo insediamento, nel 2019, l’abbattimento di alberi ha avuto un’impennata del 34% rispetto al 2018. A seguito dell’elezione di Lula, la deforestazione in Amazzonia iniziato a rallentare. Secondo l’Inpe: la distruzione della foresta pluviale è stata pari a circa 288 chilometri quadrati ad aprile, cinque volte meno rispetto ai dati dell’aprile 2022.