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Climate Risk Index 2025: le perdite economiche sono arrivate a 4,2 trilioni di dollari
Il conto dice che in poco meno di 30 anni sono state perse quasi 800 mila vite a causa degli eventi meteorologici estremi. Una cifra che fa impressione quella stimata dal Climate Risk Index 2025, secondo cui il combinato disposto tra calore torrido, piogge intense, incendi devastanti, alluvioni mortali e tempeste ha prodotto un danno umano inaccettabile. Pubblicato dal 2006, il Climate è uno degli indici annuali più datati e affidabili sugli impatti climatici, analizzando il grado di effetto degli eventi meteorologici estremi legati al clima sui Paesi. Per la precisione, dal 1993 al 2022, sono state perse oltre 765 mila persone e sono state registrate perdite economiche dirette pari a quasi 4,2 trilioni di dollari. Il tutto va addebitato agli oltre 9400 eventi meteorologici avversi. Il dato che fa rabbrividire è che la tendenza è in salita. Gli eventi avversi hanno riguardato ovviamente Paesi geologicamente più esposti, come Repubblica Dominicana, Cina e Honduras, dove il conteggio di alluvioni, tempeste e ondate di calore è altissimo. Secondo questo studio, l’Italia, che conta perdite economiche per 60 miliardi di euro, con un conto vite invece di oltre 38mila persone, è il primo tra i Paesi Ue nella poco confortante statistica.
Lo studio ISGlobal
A proposito dei danni umani e materiali prodotti dalla crisi climatici con un ruolo da protagonista, purtroppo, per l’Italia, va anche ricordato uno studio dell’ISGlobal di Barcellona sulla mortalità in Europa durante le ondate di calore, secondo cui senza questo invasivo fenomeno ci sarebbero stati -56% di decessi nell’estate di due anni fa. Secondo i dati, degli oltre 68 mila decessi per stress termico eccessivo, più di 38 mila sono dovuti alla crisi climatica.
L’Italia è il Paese europeo dove il cambiamento climatico incide di più sulla mortalità da eccesso di calore. L’analisi valuta l’impatto della crisi climatica sulle morti da caldo estremo, con i dati sulla mortalità e sulle temperature che vengono rapportati alle anomalie che si sono verificate tra il 1880 e il 2022, determinando così la stima sul numero dei morti nell’estate di due anni, senza la crisi del clima. Lo studio produce un dato estremamente allarmante per l’Italia: su poco meno di 19mila morti stimate, oltre 13mila si sarebbero evitate, in assenza del climate change.
Sempre sul tema degli eventi climatici avversi, in Italia si discute da mesi della necessità di assicurarsi, sia per i privati che per le aziende: tra l’altro nel decreto Milleproroghe si era fissato l’obbligo per le imprese di stipulare una polizza. Deadline era al 31 dicembre 2024, con proroga al 31 marzo 2025. Si vedrà.