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Università di Bergen (Norvegia): patologie cardiache e problemi mentali sono ingigantite dal climate change

Patologie cardiache, malattie infettive e un progressivo scadimento della salute mentale delle persone. L’impatto del cambiamento climatico sta generando danni anche sulla salute. Nel corso degli ultimi mesi ci sono state diverse ricerche che hanno collegato l’incremento delle temperature e della frequenza degli eventi meteo definiti estremi con patologie respiratorie e cardiache. Ora arriva il contributo, pubblicato sulla rivista Environmental Science & Technology, dall’università norvegese di Bergen. Lo studio incrocia diversi fattori ambientali, comunità microbiche e il loro potenziale impatto sull’uomo. I risultati, sottolinea il team di lavoro scandinavo, costituiscono un appello ad approfondire il rapporto tra ambiente indoor e benessere, così come tra cambiamenti climatici e sistema immunitario. 

La ricerca è stata condotta in cinque città nordeuropee – Aarhus, Bergen, Reykjavik, Tartu e Uppsala – coinvolgendo oltre mille famiglie al fine di studiare i microbiomi presenti nell’aria interna che possono influenzare asma e allergie. L’aria delle abitazioni è, infatti, popolata da diverse comunità batteriche originate da fonti differenti, compresi gli occupanti umani e animali, nonché i batteri dell’aria esterna, su cui a sua volta influiscono elementi come le piogge, l’umidità atmosferica e la velocità del vento. La tesi è che, con la crescita dell’intensità delle precipitazioni determinata dal climate change, aumenterà la deposizione umida di particolato esterno e particelle associate ai batteri. Di conseguenza, un minor numero di batteri esterni contribuiranno al microbioma interno e l’intensità dell’esposizione ai batteri ambientali e alle endotossine diminuirà, con possibili conseguenze negative per lo sviluppo e il mantenimento di uno stato immunitario in buone condizioni.

Il rapporto tra clima e salute è parecchio approfondito: un recente studio di Medical Aid, realizzato in base a parametri come esposizione a piombo, ozono, polveri sottili, acqua potabile, ha piazzato l’Italia al 31esimo posto a livello mondiale.

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