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Firmato a Bruxelles l’Accordo di partenariato e cooperazione rafforzato. Focus su transizione verde, industria chimica, infrastrutture e digitale. Le imprese europee pronte a investire nella modernizzazione del Paese centroasiatico

L’Uzbekistan e l’Unione Europea inaugurano una nuova fase di cooperazione economica e ambientale. Con la firma dell’Accordo di partenariato e cooperazione rafforzato (Epca), Bruxelles e Tashkent elevano il loro rapporto a un livello strategico, consolidando i legami avviati durante il vertice Ue–Asia Centrale tenutosi a Samarcanda nell’aprile 2025. “La nostra collaborazione entra in una fase matura: oggi manteniamo l’impegno assunto a Samarcanda”, dichiara la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, definendo l’intesa “un quadro di riferimento per una cooperazione reciproca, fondata su pace, stabilità e transizione verde”.

Uzbekistan-UE, Investimenti europei e fiducia nei mercati emergenti

Nel corso della visita ufficiale a Bruxelles, il presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev ha incontrato i vertici di alcune delle principali aziende e istituzioni finanziarie europee – tra cui Suez, Meridiam, Pietro Fiorentini, NextChem, Vandewiele, Linde, FMO, BEI, KfW e Commerzbank – sottolineando che la loro partecipazione “rappresenta un segnale di fiducia e di visione condivisa verso una partnership a lungo termine”.

Negli ultimi sette anni, il commercio tra l’Uzbekistan e l’Unione europea è raddoppiato, mentre le imprese miste con capitale europeo hanno superato quota mille.
Secondo Mirziyoyev, questo trend dimostra la credibilità delle riforme economiche e l’attrattività del Paese per investimenti green, tecnologici e industriali.

Green economy e materie prime critiche: il nuovo baricentro

Uno dei pilastri dell’accordo riguarda la transizione energetica e ambientale. L’Uzbekistan ha avviato una vasta modernizzazione del proprio sistema energetico, con l’obiettivo di aumentare la quota di rinnovabili e migliorare l’efficienza. Il presidente Mirziyoyev ha invitato le aziende europee a collaborare su progetti di energia solare, idrogeno verde, economia circolare e chimica ambientale, in linea con la strategia europea Global Gateway e con il Memorandum d’intesa UE–Uzbekistan del 2024 sulle materie prime critiche.

L’intesa include anche la possibilità di cooperazione su litio, rame e terre rare, risorse considerate strategiche per la transizione verde e digitale europea.
Per l’Ue, si tratta di un passo concreto verso nuove catene di approvvigionamento sostenibili, riducendo la dipendenza da Paesi ad alto rischio geopolitico.

Uzbekistan-UE, la diplomazia della sostenibilità

Con l’accordo di Bruxelles, l’Europa e l’Uzbekistan trasformano la cooperazione economica in una diplomazia della sostenibilità. Energia verde, materie prime critiche e infrastrutture resilienti diventano i cardini di una relazione che unisce pragmatismo industriale e ambizione ambientale. La sfida ora è passare dalla firma ai fatti: costruire filiere trasparenti, investire in formazione e garantire che la transizione energetica sia davvero condivisa. Da Tashkent a Bruxelles.

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