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Il CBAM è il meccanismo europeo che applica un prezzo alle emissioni incorporate in alcune merci importate nell’UE
Il CBAM, acronimo di Carbon Border Adjustment Mechanism, è uno degli strumenti più importanti della politica climatica europea. In italiano viene spesso definito meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, ma online la ricerca più frequente resta: “CBAM cos’è”.
In termini semplici, il CBAM serve ad applicare un prezzo alle emissioni di CO₂ incorporate in alcune merci importate nell’Unione europea. L’obiettivo è evitare che le imprese europee, già soggette al sistema ETS sul prezzo del carbonio, siano penalizzate rispetto a produttori extra-UE che operano in Paesi con regole ambientali meno severe. La Commissione europea lo definisce infatti uno strumento per attribuire un prezzo equo al carbonio emesso durante la produzione di beni carbon intensive che entrano nel mercato europeo.
CBAM, cos’è e perché nasce
Il CBAM può essere spiegato partendo dal concetto di carbon leakage. Il carbon leakage si verifica quando la produzione ad alta intensità di emissioni si sposta fuori dall’UE verso Paesi con politiche climatiche meno stringenti, oppure quando prodotti europei vengono sostituiti da importazioni più emissive. Il carbon border adjustment mechanism nasce per ridurre questo rischio. Non è pensato come una semplice barriera commerciale, ma come uno strumento climatico: se un prodotto importato ha generato emissioni rilevanti nella fase di produzione, l’importatore deve dichiararle e, nella fase definitiva, acquistare certificati CBAM proporzionati.
In questo modo, la tassa carbonio in Europa non riguarda solo ciò che viene prodotto dentro i confini europei, ma anche una parte delle emissioni collegate alle importazioni.
Regolamento CBAM: come funziona dal 2026
Il regolamento CBAM è il Regolamento UE 2023/956. Dopo una fase transitoria iniziata il 1° ottobre 2023, il periodo definitivo è partito il 1° gennaio 2026. Durante la fase transitoria gli importatori dovevano soprattutto comunicare le emissioni incorporate nei beni importati, senza acquistare certificati. Dal 2026, invece, il sistema entra nella fase operativa, con autorizzazione, dichiarazioni annuali e acquisto dei certificati CBAM.
Il prezzo dei certificati è collegato al prezzo delle quote ETS europee. Se l’importatore dimostra che nel Paese di origine è già stato pagato un prezzo sul carbonio, questo importo può essere dedotto. La logica è evitare una doppia imposizione e, allo stesso tempo, rendere comparabile il costo climatico tra produzione europea e importazioni.
Emissioni importazioni UE: quali settori sono coinvolti
Il CBAM non riguarda tutte le merci importate, ma solo alcuni settori considerati ad alta intensità di carbonio e più esposti al rischio di delocalizzazione delle emissioni. Nella fase iniziale si applica a cemento, ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità e idrogeno.
Questo significa che il tema delle emissioni delle importazioni UE diventa centrale soprattutto per aziende manifatturiere, importatori, trader, operatori doganali e imprese che usano materie prime o semilavorati provenienti da Paesi extra-UE. Dal 2026, gli importatori europei o i loro rappresentanti doganali indiretti devono richiedere lo status di dichiarante CBAM autorizzato se importano più di 50 tonnellate annue di beni coperti dal meccanismo. La soglia de minimis è stata introdotta per ridurre gli oneri amministrativi sulle importazioni più piccole, pur mantenendo il presidio sulle emissioni più rilevanti.
Chi è coinvolto dal carbon border adjustment mechanism
Il carbon border adjustment mechanism coinvolge prima di tutto gli importatori stabiliti nell’Unione europea. Sono loro, infatti, a dover gestire autorizzazioni, dichiarazioni, calcolo delle emissioni incorporate e acquisto dei certificati. Sono però coinvolti anche i produttori extra–UE. Per consentire agli importatori europei di rispettare il regolamento CBAM, i fornitori stranieri devono fornire dati più precisi sulle emissioni dei prodotti esportati verso l’UE. Questo cambia il rapporto tra aziende europee e supply chainSupply chain o Catena di approvvigionamento La "supply chain" o catena di approvvigionamento è un elemento fondamentale nel mondo degli affari, rappresentando l'insieme di passaggi coinvolti nella produzione e distribuzione di un prodotto o servizio. Dalla materia prima fino al... Approfondisci globali: non basta più conoscere prezzo, qualità e tempi di consegna, ma diventa necessario raccogliere dati ambientali verificabili.
Il CBAM riguarda anche consulenti ESGESG ESG è l'acronimo di Environmental, Social, and Governance, che si traduce in italiano come Ambientale, Sociale e Governance. Questi tre componenti sono utilizzati per valutare l'impatto sostenibile e le pratiche etiche di un'azienda o di un'organizzazione. Ecco una spiegazione... Approfondisci, responsabili acquisti, uffici doganali, responsabili compliance, energy manager e società di logistica. In pratica, porta il tema climatico dentro processi che prima erano soprattutto commerciali e doganali.
Perché il CBAM è importante per le aziende
Il CBAM è importante perché trasforma le emissioni incorporate nei prodotti importati in un fattore economico, operativo e reputazionale. Le aziende che importano materiali coperti dal meccanismo dovranno conoscere meglio la propria filiera, chiedere dati ai fornitori e integrare il carbon cost nelle valutazioni di acquisto: questo può spingere alcune imprese a selezionare fornitori meno emissivi, rivedere le fonti di approvvigionamento o investire in sistemi di tracciabilità supply chain e reporting ambientale. Il CBAM, quindi, non è solo una questione di dogana: diventa uno strumento che collega commercio internazionale, decarbonizzazioneDecarbonizzazione La decarbonizzazione si riferisce al processo di riduzione o eliminazione delle emissioni di anidride carbonica (CO2) derivanti dalle attività umane, specialmente quelle legate alla produzione e al consumo di combustibili fossili. L'obiettivo della decarbonizzazione è quello di ridurre l'impatto... Approfondisci e competitività industriale.
Tassa carbonio Europa: perché non è solo una tassa
Parlare di tassa carbonio in Europa è utile dal punto di vista divulgativo, ma il CBAM è tecnicamente più complesso di una tassa tradizionale. Non applica un importo fisso uguale per tutti: il costo dipende dalle emissioni incorporate nei beni, dal prezzo del carbonio nel sistema ETS e dall’eventuale prezzo del carbonio già pagato nel Paese di produzione. La sua funzione è rendere il mercato più coerente con gli obiettivi climatici europei. Se le imprese europee pagano per le proprie emissioni, anche alcune importazioni ad alta intensità carbonica devono sostenere un costo comparabile. Questo dovrebbe ridurre il vantaggio competitivo dei prodotti realizzati in contesti con regole ambientali meno severe.
CBAM e sostenibilità della filiera
Il CBAM spinge le aziende a guardare oltre il prodotto finito. Per calcolare correttamente le emissioni incorporate, diventa necessario conoscere meglio processi produttivi, consumi energetici, origine dei materiali e dati dei fornitori.
In questo senso, il meccanismo europeo rafforza un principio ormai centrale nella sostenibilità aziendale: la responsabilità non si ferma ai confini dell’impresa. Le emissioni lungo la filiera, soprattutto quelle legate alle importazioni, diventano parte della strategia climatica e della gestione del rischio. Per questo il CBAM può essere letto anche come un acceleratore di trasparenza. Le aziende più preparate, capaci di raccogliere dati solidi e dialogare con fornitori affidabili, saranno meno esposte a costi imprevisti e difficoltà operative.
FAQ sul CBAM e la carbon tax europea
CBAM cos’è?
Il CBAM è il Carbon Border Adjustment Mechanism, cioè il meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere. Serve ad applicare un prezzo alle emissioni incorporate in alcuni prodotti importati nell’Unione europea.
A cosa serve il carbon border adjustment mechanism?
Il carbon border adjustment mechanism serve a ridurre il rischio di carbon leakage, cioè lo spostamento della produzione in Paesi con regole climatiche meno severe. L’obiettivo è rendere più equo il costo del carbonio tra prodotti europei e importati.
Quali settori sono coinvolti dal regolamento CBAM?
Il regolamento CBAM riguarda inizialmente cemento, ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità e idrogeno. Sono settori ad alta intensità di emissioni e considerati più esposti al rischio di carbon leakage.
Il CBAM è una tassa carbonio Europa?
Il CBAM viene spesso descritto come una tassa carbonio Europa, ma tecnicamente funziona attraverso certificati legati alle emissioni incorporate nei beni importati. Il costo dipende anche dal prezzo delle quote ETS europee e dall’eventuale carbon price già pagato nel Paese di origine.
Chi deve rispettare gli obblighi CBAM?
Gli obblighi ricadono soprattutto sugli importatori europei o sui rappresentanti doganali indiretti. Tuttavia, anche i produttori extra-UE sono coinvolti perché devono fornire dati sulle emissioni dei prodotti esportati verso l’Unione europea.
Perché il CBAM è importante per le emissioni importazioni UE?
Il CBAM rende più visibili e contabilizzabili le emissioni importazioni UE, cioè le emissioni generate fuori dall’Europa ma incorporate nei prodotti che entrano nel mercato europeo. È uno strumento pensato per collegare commercio internazionale e decarbonizzazione.