Tempo di lettura: < 1 minuto

Loading

Il nuovo Economic Survey 2026 vede un’economia resiliente ma con PIL limitato allo 0,4%. Per OCSE la leva decisiva passa da rinnovabili, efficienza energetica e piena attuazione del NRRP

Dal punto di vista dell’energia, un’Italia più solida rispetto agli shock recenti, ma ancora fragile sul fronte della crescita strutturale. Nel nuovo Economic Survey Italy 2026, presentato il 23 aprile, l’OCSE stima per il Paese un aumento del PIL dello 0,4% nel 2026 e dello 0,6% nel 2027, segnalando come volatilità energetica, tensioni geopolitiche e bassa produttività continuino a comprimere il potenziale economico. Senza un’accelerazione sulla transizione energetica, l’Italia rischia di mantenere costi elevati e crescita limitata.

Energia e competitività in Italia, il report OCSE

Secondo l’OCSE, i prezzi energetici italiani restano penalizzati dalla forte dipendenza dal gas naturale. Una vulnerabilità che pesa sia sulle famiglie sia sulla competitività industriale, soprattutto in una fase di instabilità internazionale. La raccomandazione risiede nel velocizzare autorizzazioni e investimenti su rinnovabili, reti elettriche, accumulo ed efficienza energetica. Per l’Organizzazione, completare rapidamente gli investimenti del NRRP e sviluppare tecnologie net-zero potrebbe ridurre il costo dell’energia, limitare la dipendenza dalle importazioni fossili e contribuire anche alla sostenibilità del debito pubblico attraverso maggiore crescita economica.

Il punto per imprese e policy maker

Per imprese e sustainability manager il documento OCSE diventa quindi uno strumento operativo. Offre benchmark utili per valutazioni di doppia materialità, scenari di rischio energetico e strategie ESG collegate a supply chain, efficienza e resilienza industriale. Quella che arriva è una fotografia pragmatica. L’Italia non è ferma, ma il ritmo resta insufficiente rispetto alla velocità con cui stanno cambiando energia, industria e geopolitica globale. Per il tessuto imprenditoriale il tema non riguarda più soltanto la compliance climatica. Riguarda accesso a energia competitiva, capacità di attrarre investimenti e posizionamento nelle future catene del valore europee.

Articoli correlati