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Studio CDP: ci sono 1600 aziende inquinanti che non hanno mai pubblicato dati su impatto ambientale

Ci sono 1600 aziende che inquinano tanto, tantissimo, che sinora non hanno mai pubblicato alcun dato su ambiente e clima. E che, di conseguenza sono totalmente disinteressate alla disclosure climatica. Questi soggetti inquinatori, che emettono ogni anno fino a 4200 milioni di tonnellate di carbonio, sono nel mirino della nuova campagna annuale di Carbon Disclosure Project (CDP), l’ente no profit che fornisce un sistema comune alle aziende per comparare le loro performance climatiche.

La linea Maginot per le aziende che inquinano è l’entrata in vigore, entro il 2024, della direttiva sui bilanci di sostenibilità delle imprese, l’ormai celebre CSRD: dovrebbero essere circa 50 mila imprese e pmi quotate in Borsa nell’Ue che saranno obbligate a trasmettere, comunicare i dati ambientali. Oltre diecimila invece extraeuropee che però lavorano all’interno dell’Unione europea. 

L’anno scorso le aziende sollecitate a fornire i dati ambientali sono state circa 1500 e solo una fetta (poco meno di 400) ha fornito qualche elemento. Per migliorare il risultato, a supporto dell’iniziativa di quest’anno, CDP ha mobilitato più istituzioni finanziarie e altri grandi investitori rispetto agli anni passati. Il portafoglio complessivo vale 29 mila miliardi di dollari, con colossi come Spotify e Tesla, che stimoleranno in prima persona le 1600 aziende insensibili al richiamo dell’ambiente per spingerle verso la disclosure climatica. Secondo CDP, in questo modo le probabilità di ottenere risposta aumentano di 2,3 volte. Dovranno divulgare dati sul cambiamento climatico, foreste, acqua e anche sulla presenza di materie plastiche sull’acqua. I dati più richiesti dalle istituzioni finanziarie sono quelli relativi al cambiamento climatico, cercati nel 72% dei casi.

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