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Per il Commissario, ora ci sono ora 60 giorni per inviare a Palazzo Chigi una relazione sulla situazione

C’è ora un Commissario unico designato dal Governo, il Generale Giuseppe Vadalà, che nel corso dei sette anni da Commissario per la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento alla normativa vigente delle discariche abusive presenti sul territorio nazionale ha portato a termine la bonifica di 78 discariche abusive. E prima della nomina del Commissario, è arrivata la sentenza con la condanna inflitta a fine gennaio all’Italia dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) per i ritardi nella bonifica (il provvedimento si riferisce al periodo antecedente al 2013) e la mancata protezione dell’area compresa tra Napoli e Caserta, che conta circa tre milioni di cittadini.

La situazione nella Terra dei Fuochi

Quell’area estesa si chiama Terra dei Fuochi, è uno dei punti dolenti che sono il simbolo della cattiva amministrazione durante gli anni ‘70 e ‘80, quando la questione ambientale non esisteva, non esistevano leggi – e non esisteranno sino alla normativa Ronchi del 1997, che però istituiva reati solo di carattere amministrativo -, non esisteva attenzione alla cura del territorio. 

Per il Commissario, ora ci sono ora 60 giorni per inviare a Palazzo Chigi una relazione sulla situazione della Terra dei Fuochi e un piano d’azione per accelerare la bonifica. ”La Regione Campania ha individuato 5 siti, su cui è stata fatta la caratterizzazione, si inizia a lavorare da subito, in attesa della ricognizione generale tra Napoli e Caserta”, ha spiegato il Commissario indicando anche quale sia una delle priorità, ossia la riperimetrazione del Sin (Sito di interesse nazionale) di Giugliano (Napoli): ”Il Sin è un’area molto vasta, sono parecchi anni che si deve procedere alla perimetrazione, ma è una delle priorità da affrontare”. Secondo il Commissario, la dotazione finanziaria a disposizione sarà consistente per la bonifica dei 5 siti e che si dovrebbe partire tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026.

Parla la politica

Sul tema della Terra dei Fuochi, la politica, che è stata totalmente assente almeno sino all’ultimo decennio, si è come al solito divisa. L’ex ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che è stato comandante regione della Campania del Corpo forestale dello Stato e a seguire generale di Brigata dei Carabinieri forestali, ha spiegato che nel suo triennio al Ministero ”sono state fatte più cose che nei precedenti 50“, citando la cabina di regia che ha coinvolto lo Stato, la Regione Campania, i Comuni interessati e i comitati, la direzione unica sulle bonifiche e la definizione del Sin a Giugliano. Il nuovo Commissario ha replicato che ”sono circa dieci anni che tutti i governi che si sono succeduti hanno dato importanza aggiuntiva al settore delle bonifiche, che come tanti lavori pubblici hanno bisogno di finanziamenti pubblici. Si sta facendo tanto in Italia, in tutte le regioni ci sono i Sir (siti di interesse regionale, ndr) su cui le Regioni stanno agendo. Ovviamente i retaggi del passato, i siti contaminati, o delle discariche sono importanti, quindi serviranno anni di lavoro. Forse non si risolverà la questione al 100%, ma se riusciamo a eliminare e bloccare gli inquinamenti, rigenerare i territori per nuovi utilizzi, sarà un’azione importante per il nostro Paese”.

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