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La capitale francese ambisce a essere totalmente green: meno uffici e più botteghe, ecco l’eredità della pandemia

Si chiama Plan Local d’Urbanisme. E’ l’ambizioso piano – definito “bioclimatico” – predisposto per rendere Parigi una città green entro il 2050. Un piano che ha richiesto tempo, su cui si sono espressi i quartieri della capitale francese. Un piano per adeguarsi al climate change, senza dimenticare le esigenze sociali, comuni a diverse metropoli europee dell’ alto costo degli alloggi:  quello precedente, del 2006, puntava alla moltiplicazione degli alloggi a prezzo conveniente e ha portato le case sociali dal 13% al 25% del totale.

Dal punto di vista ambientale, si prevede la creazione di almeno 300 ettari di spazi verdi nuovi. In sostanza, alberi piantati un po’ ovunque, per centrare la quota di 12 metri quadrati di verde per abitante consigliati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità

Sono serviti un paio di anni per arrivare alla definizione del Piano e il sindaco Anne Hidalgo ha predisposto una specie di cronoprogramma, con obiettivi intermedi entro il 2035-2040.

Tra i vari punti, c’è la promozione della città dei cosiddetti 15 minuti: ovvero una città in cui sono incentivati gli spostamenti a piedi o in bici, a misura d’uomo, promuovendo sistemi di recupero delle acque piovane e l’installazione di fotovoltaico sui tetti delle abitazioni.

Dal punto di vista sociale, invece, il comune di Parigi punta a creare il 30% di  case sociali sul totale degli alloggi e il 10% di alloggi a prezzi accessibili. Poi, meno uffici, più botteghe artigiane: è il segno della pandemia sulla metropoli francese. 

Nell’ambito del processo che porterebbe la capitale francese al traguardo entro il 2050 ci sono punti nodali come lo zero diesel entro il 2024 e zero veicoli a benzina per le strade parigine entro il 2030. Entro la stessa data anche lo zero riscaldamento a petrolio. Il progetto di Parigi è diventare una città interamente ciclabile, inoltre c’è l’obiettivo di rendere più verde e più fresca la città con il 40% del territorio in superfici vegetali permeabili entro il 2050, poi una rete di piccole foreste urbane entro il 2050, inventando un nuovo paesaggio metropolitano. 

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