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Analisi T&E: la lenta decarbonizzazione dello shipping è dovuta alla poca forza del FuelEu Maritime, che fa parte del pacchetto “Pronti per il Fit for 55%”

Almeno una nave su cinque entro il 2050 sarà ancora alimentata da combustibili fossili. Un dato numerico (intorno al 28% complessivo) che testimonia quanto sia lento, seppur in movimento, il processo verso la decarbonizzazione del settore navale all’interno dell’Unione europea. Si tratta di una transizione al rallentatore: secondo Transport & Environment (T&E), l’ong europea che “mappa” il processo di transizione ecologica dei trasporti nel Vecchio Continente, entro il 2040 il 75% delle navi in transito nei porti europei si muoverà grazie ai fossili. Entro il 2035 solo il 6% del trasporto marittimo funzionerà con propellente verde. Secondo le stime, si salirà al 24% entro il 2040

A pesare sulla lentezza della decarbonizzazione dello shipping Ue è il FuelEu Maritime, un elemento chiave del pacchetto Pronti per il 55% della Commissione Ue di due anni fa, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra almeno del 55% entro il 2030 e conseguire la neutralità climatica entro il 2050. 

Lo stesso pacchetto prevede l’incremento della domanda e dell’uso di combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio, riducendo le emissioni di gas serra. In sostanza, sarebbe poco ambizioso. Poco incisivo. 

La proposta punta a riportare il trasporto marittimo sulla traiettoria degli obiettivi climatici dell’UE per il 2030 e il 2050 e dovrebbe svolgere un ruolo fondamentale nell’attuazione della normativa europea sul clima

Nonostante il FuelEu Maritime, la progressiva diffusione dei combustibili elettrici – cioè e-fuels ottenuti tramite energia rinnovabile combinando idrogeno e CO2 – sarà lenta. E così, se non più lenta ancora, quella dei biocombustibili e l’uso di elettricità pulita in banchina. 

T&E riporta che entro il 2040 la quota di elettrocarburanti utilizzati nel settore navale non sarà superiore al 20%. Sarà i Gnl a dominare quel segmento di mercato. Eppure alla fine dello scorso anno l’Ue ha deciso di includere le emissioni delle navi nel mercato del carbonio comunitario.

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