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Il sindaco del comune flegreo a SostenibileOggi.it: “L’edilizia è stata vissuta come un favore del politico di turno ai cittadini quando poi è un diritto”
I Campi Flegrei, una delle zone più belle del paese dal punto di vista paesaggistico e naturalistico, sono alle prese con il fenomeno bradisismo, che incide su aree in cui la cura sostenibile del territorio è già ostacolata da abusivismo diffuso e i lacci amministrativi per le opere di consolidamento. Josi della Ragione, apprezzato sindaco di Bacoli, uno dei comuni che fanno parte dei Campi Flegrei, racconta a SostenibileOggi.it dei rischi idrogeologici e del ruolo della Pubblica Amministrazione sulla percezione del rischio sul bradisismo.
A che punto è la cura del territorio dal punto di vista idrogeologico ai Campi Flegrei?
Il dissesto idrogeologico è un tema drammatico per le coste italiane, ancora di più per noi ai Campi Flegrei, soggetti al fenomeno bradisismico. Lo scorso anno si sono verificati dei cedimenti dovuti a scosse e questo ci ha spinti a chiedere dei finanziamenti alla Regione Campania, al Ministero per la Protezione Civile e alla Città Metropolitana di Napoli perché una costa così vissuta come la nostra va consolidata. Abbiamo già ricevuto dei finanziamenti ministeriali, i Comuni fanno il possibile, ma spesso ottenere le autorizzazioni su territorio così vincolato dal punto di vista paesaggistico, naturalistico, è davvero complicato al punto che tra la concessione delle autorizzazioni al finanziamento e poi all’inizio di un’opera passano anche due anni. Va snellita la procedura, sennò la costa si erode e diventa difficile la situazione, a Bacoli abbiamo delle vie di fuga che poggiano su costoni fragili, tufacei, che vanno consolidati. C’è un lavoro da fare e c’è panico nella comunità.
Che lavoro si può fare sulla percezione del rischio?
Il fenomeno bradisismico viene raccontato dagli specialisti ma si deve lavorare appunto anche sulla percezione del rischio: se i cittadini vedono continui lavori in corso di consolidamento, si sentono più tutelati: a luglio si è vissuto il fenomeno bradisismico, i cittadini di Bacoli alla presenza di piccole scosse hanno subito chiesto la chiusura delle scuole perché erano terrorizzati e poco informati, invece con le recenti scosse meno panico perché c’è stata più informazione, si sentono considerati dall’amministrazione. Il ruolo della PA è importante per informare i cittadini per non alimentare il panico.
Quanto pesa la questione abusivismo?
Le responsabilità delle amministrazioni locali del passato sull’abusivismo sono enormi, l’edilizia è stata vissuta come un favore del politico di turno ai cittadini quando poi è un diritto, così c’è stato un boom demografico senza l’aggiornamento del piano regolatore. Su Bacoli, il precedente PUC è del 1976 e a breve sarà approvato il nuovo PUC ma in mezzo ci sono quasi 50 anni di edilizia spontanea. Noi ne paghiamo le conseguenze, con il nuovo PUC sono definite regole chiare contro l’abusivismo, su quello che si può fare e non si può fare, con tutela delle aree archeologiche e naturalistiche del territorio; nei decenni passati sono state costruite le case senza un piano urbanistico. In questo tempo di carenza di controlli si sono raddoppiate le comunità.