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Dal dono alla relazione, fino all’impatto misurabile: il Fundraising Experience di Metadonors come laboratorio della S di ESG. SostenibileOggi media partner racconta lo spirito dell’evento

Dal 4 al 6 febbraio, sulle colline bolognesi, oltre 250 middle manager del Terzo Settore, professionisti del fundraising e rappresentanti del mondo corporate si ritroveranno per tre giorni residenziali al Palazzo di Varignana per la seconda edizione del Fundraising Experience (FX), promosso da Metadonors, con SostenibileOggi media partner.

Un evento intenzionalmente progettato per creare tempo, prossimità e confronto in un settore che sta affrontando un cambio di paradigma.

Perché il fundraising oggi è una questione sistemica: la proposta FX

La crescita della raccolta fondi negli ultimi anni convive con una pressione crescente su welfare, disuguaglianze sociali, fiducia istituzionale e capacità delle organizzazioni di dimostrare il proprio impatto. In questo contesto, il fundraising diventa una vera infrastruttura sociale. Il luogo di incontro tra bisogni collettivi e risorse private, fra tecnologia arrembanti e relazioni analogiche.

È su questa trasformazione che FX costruisce la propria proposta. Come sottolinea Greta Orsenigo, Impact Partnership Developer di Metadonors, l’evento nasce per rispondere a un bisogno emerso chiaramente già dalla prima edizione: “Le persone arrivano affamate di conoscenza, ma soprattutto di confronto. C’è una forte domanda di spazio e tempo per costruire relazioni che vadano oltre l’evento”. Da qui la scelta di un formato residenziale, “fuori dal tempo”, pensato per favorire la costruzione di capitale relazionale, oggi risorsa strategica quanto i fondi.

Il programma si articolerà in cinque sale tematiche, ciascuna dedicata a una leva critica del fundraising contemporaneo: Innovation Hub, Belonging, Remix, Telemarketing ed ESG Connect, la principale novità di questa edizione, pensata come spazio di intersezione tra mondo non profit e corporate.

ESG Connect: quando la “S” diventa relazione operativa

La dimensione sociale dell’ESG è oggi la meno standardizzata e, paradossalmente, la più evocata. ESG Connect nasce per affrontare questo vuoto operativo. Da un lato, il track accompagna gli ETS a comprendere come dialogare in modo efficace con le imprese, costruendo proposte progettuali leggibili, strategiche e coerenti con gli obiettivi aziendali. Dall’altro, coinvolge manager corporate che mettono volontariamente a disposizione tempo e competenze in una commissione di valutazione.

Sei organizzazioni non profit selezionate tramite un bando dedicato presenteranno progetti di innovazione sociale sviluppati per essere realizzati in partnership con il mondo corporate. I progetti sono stati accompagnati da un percorso di mentorship preparatorio, con l’obiettivo esplicito di “gettare un seme per collaborazioni future”. “Il nostro desiderio è rendere più semplice un dialogo che oggi resta spesso complicato e opaco”, osserva ancora Orsenigo, indicando una delle principali frizioni strutturali del settore.

Gli enti selezionati sono Associazione Rubens – ASD/APS; Mancikalalu; Fondazione Save the Dogs and Other Animals ETS; Medici Senza Frontiere; Laboratorio per la sussidiarietà e Good Shepherd International Foundation ETS. La varietà di ambiti – dalla salute mentale all’azione umanitaria, dalla disabilità alla sussidiarietà – restituisce una fotografia dell’innovazione sociale come metodo, in cui il social pitch diventa qui strumento per testare la traducibilità dell’impatto in alleanze sostenibili.

Sponsor e partner: un ecosistema collaborativo

La seconda edizione di Fundraising Experience è un ecosistema di soggetti che supportano la crescita del Terzo Settore e la connessione con il mondo corporate. Tra i partner istituzionali e organizzativi figurano enti e network attivi nell’innovazione sociale e nel fundraising, tra cui Piemonte Innova, FolkFunding, Eudata, Impact Talks, Assif (Associazione Italiana Fundraiser), Apropos, Oblò, Robin, The Fool, Aragorn, e Fondazione Sodalitas.

Il contributo di sponsor aziendali amplia la dimensione di dialogo intersettoriale. Tra i sostenitori dell’edizione si segnalano Cribis, Banca Etica, UniCredit, SumUp, iRaiser, PuntoZero, Veritus, Vadato, Stride, SCS Consulting, Fondazione Snam, Red Public, Joba8, Fondazione Lottomatica e Being.

Sul fronte dei contenuti, FX26 può contare su speaker di rilievo accademico, aziendale e del nonprofit, come Filippo Giordano (Università LUMSA), Simone Rampichini (Crif Cribis), Paolo Venturi (AICCON), Antonio Losito e Matteo Flora, affiancati da rappresentanti di organizzazioni come CESVI e Dynamo Camp.

Fundraising Experience (FX), oltre l’evento: una domanda aperta sull’impatto

L’ultima giornata si chiuderà con una sessione plenaria comune. Un momento di visione e confronto per leggere la complessità del presente e orientarsi nel mondo non profit, tra ambiente, impatto sociale e scenari geopolitici. Una scelta che segnala l’ambizione di FX di non limitarsi alla formazione tecnica, ma di interrogare le fondamenta culturali del fundraising, con uno sguardo costante all’attualità. In un contesto in cui la sostenibilità sociale rischia di essere ridotta a storytelling o mera compliance, iniziative come Fundraising Experience funzionano da sensori. Misurano la maturità del settore, ne attraversano le criticità e indicano le competenze che diventeranno decisive. 

Appuntamento dunque al 4 febbraio con l’alta formazione e il networking residenziale di FX. Per maggiori dettagli e il programma completo: https://fundraisingexperience.metadonors.it/

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