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Dentro FX di Metadonors | Good Shepherd International Foundation presenta un programma di innovazione sociale in Congo per tutelare donne e bambini dallo sfruttamento minerario
“Siamo qui per provare a convincere un’azienda che può davvero cambiare la vita di tante donne e bambini, traendoli via dalle miniere”. Così Andrea Curreri, Partnership Development Manager di Good Shepherd International Foundation ETS, alla Fundraising Experience (FX), l’evento promosso da Metadonors di cui SostenibileOggi è media partner.
Uno spazio di alta formazione e confronto tra Terzo Settore e mondo corporate, con l’obiettivo esplicito di creare prossimità fra due mondi, spesso distanti. In questo contesto, il corporate fundraising smette di essere una leva accessoria e diventa uno strumento strategico per generare sostenibilità sociale reale.
Corporate fundraising, il progetto di Good Shepherd International Foundation nel cuore nero della filiera mineraria
Good Shepherd International Foundation ETS è un’organizzazione italiana con sede a Roma, ma operativa in diversi Paesi del mondo, impegnata ad accompagnare la missione del Buon Pastore attraverso progetti di tutela e promozione dei diritti di donne e bambini. Il progetto presentato a FX si sviluppa nella Repubblica Democratica del Congo, in una delle principali aree minerarie del Paese, da cui proviene oltre l’80% del cobalto estratto a livello mondiale.
“Il nostro intervento rientra in un programma più ampio in cui supportiamo la comunità a 360 gradi”, precisa Curreri. “L’obiettivo è portare via donne e bambini dalle miniere”. Un approccio che mette in luce una delle contraddizioni più evidenti della transizione energetica. Filiere strategiche per le tecnologie “verdi” continuano a poggiare su contesti ad altissimo rischio sociale.
Innovazione sociale e tecnologia sul campo
L’elemento di innovazione del progetto è anche tecnologico. “Stiamo lanciando un’app che permette alle donne vittime di violenza di segnalare i casi”, spiega ancora il Partnership Development Manager dell’organizzazione. “L’app è collegata alle istituzioni locali e consente di attivare azioni contro chi ha avuto comportamenti violenti”. Il progetto è già in fase pilota: “L’app funziona e abbiamo visto che è culturalmente appropriata”, aggiunge. Senza aderenza al contesto, infatti, la tecnologia rischia di rimanere una soluzione calata dall’alto, incapace di produrre impatto duraturo.
Il confronto con il mondo corporate per un fundraising strategico
La presenza a FX risponde a un obiettivo dichiarato: “Siamo qui per provare a impressionare positivamente un’azienda perché sappiamo che una partnership corporate può davvero cambiare la scala dell’intervento”.
Il percorso di accompagnamento proposto da Metadonors ha rappresentato, per l’organizzazione, un cambio di paradigma. “Noi siamo abituati a lavorare soprattutto con donor istituzionali o governativi”, racconta. “Questo percorso ci ha aiutato a entrare nel meccanismo, nella testa di un corporate. Comprendere il possibile win-win tra impresa e non profit e, soprattutto, capire come aggiustare il tiro su come presentare il progetto”. Un passaggio che intercetta uno dei nodi centrali emersi a FX. Vale a dire la difficoltà di tradurre l’impatto sociale in un linguaggio comprensibile al mondo aziendale senza snaturarlo.
FX si conferma così come un laboratorio in cui il Terzo Settore sperimenta nuovi modelli di dialogo con le imprese, mettendo alla prova la concretezza della “S” dell’ESGESG ESG è l'acronimo di Environmental, Social, and Governance, che si traduce in italiano come Ambientale, Sociale e Governance. Questi tre componenti sono utilizzati per valutare l'impatto sostenibile e le pratiche etiche di un'azienda o di un'organizzazione. Ecco una spiegazione... Approfondisci anche lungo filiere globali ad alta complessità. Perché, come emerge dal racconto di Good Shepherd International Foundation, la sostenibilità sociale non è data una volta per tutte. Ma va negoziata, progettata e sostenuta nel tempo.