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Il presidente dell’Odg Abruzzo a SostenibileOggi.it sul ruolo del giornalista, tra consapevolezza e responsabilità
Una Carta dell’informazione ambientale, per accrescere la consapevolezza nei giornalisti dell’esigenza di consapevolezza, informazione e responsabilità verso la questione ambiente. Stefano Pallotta, presidente dell’Ordine dei giornalisti Abruzzo, interviene su SostenibileOggi.it per raccontare la genesi di questa Carta.
Era un progetto in cantiere da tempo?
Innanzitutto, si chiama Carta di Pescasseroli per la consapevolezza ambientale nella professione giornalistica ed è stata approvata in Abruzzo, Molise e Lazio, ossia le regioni che sono toccate dal Parco nazionale d’Abruzzo. Infatti, è stata pensata in occasione del centenario del Parco, i presidenti hanno firmato questa carta che è stata poi approvata dai consigli nazionali degli Ordini. Fa parte del percorso deontologico, ma si tratta di linee guida.
Da dove nasce l’ispirazione?
Ci siamo resi conto che nella narrazione giornalistica su fatti che riguardano l’ambiente e la diversità spesso si ricorre alla spettacolarizzazione, a narrazioni che non tengono a consapevolezza quello che significa davvero la questione ambientale.
La tutela dell’ambiente riguarda le future generazioni, l’ambiente incide in qualche modo su molteplici campi della nostra vita, quindi l’approccio dei giornalisti non può essere semplicemente di cronaca ma sistemico, sugli aspetti economici, culturali, sociali. L’etica ambientale riguarda tutti i settori operativi dell’umanità, ci siamo posti questo problema, dalla giustizia ecologica alla conservazione, alla sostenibilità.
Quali sono i principi della Carta?
Sono quattro. Si parte dall’accuratezza, ossia che quando si scrive di ambiente si deve fornire all’opinione pubblica notizie verificabili, notizie scientifiche, attendibili, riconosciute. C’è il problema dei social network che hanno un po’ alterato la situazione. Il secondo principio riguarda l’equilibrio: si deve presentare tutti i punti di vista pertinenti, evitando la parzialità, presentando le notizie in modo equilibrato e plurale affinché il pubblico possa farsi un’opinione consapevole e informata. Poi, la proattività: si va oltre gli aspetti semplicisti della professione giornalistica, si dovrebbe essere proattivi a proporre argomenti ambientali, si deve aver capacità di accendere nell’opinione pubblica delle questioni, diffondendo la consapevolezza ambientale. Si richiede sforzo di avere questa capacità, servono preparazione, competenza, approfondimento. Per esempio, sono molto colpito dal fenomeno orso in Italia: alla vista dell’orso, cosa che spesso avviene in Abruzzo, vedo la riproduzione ossessiva sui social di immagini, video fatti all’animale che ne violano la dignità. Si tratta di un messaggio diseducativo. L’ultimo punto tocca la responsabilità: i giornalisti devono assumersela anche in tema ambientale. Devono evitare informazioni false, ingannevoli, diffondendo filmati falsi, a scopo sensazionalistico.