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Michele Mannella, direttore delle Risorse Umane di Sara Assicurazioni a Sostenibileoggi.it: “Italia sottoassicurata, c’è ancora troppa diffidenza”
Il peso dei cambiamenti climatici, le campagne sulla sicurezza stradale, l’uso dell’intelligenza artificiale, gestita attraverso la formazione del personale. In un contesto aziendale in continua evoluzione, Michele Mannella, direttore delle Risorse Umane di Sara Assicurazioni, racconta a Sostenibileoggi.it le sfide che attendono il settore assicurativo.
Cosa è la sostenibilità oggi per una compagnia come Sara Assicurazioni?
La responsabilità sociale è per noi un impegno primario che realizziamo con varie azioni in ambito ESGESG ESG è l'acronimo di Environmental, Social, and Governance, che si traduce in italiano come Ambientale, Sociale e Governance. Questi tre componenti sono utilizzati per valutare l'impatto sostenibile e le pratiche etiche di un'azienda o di un'organizzazione. Ecco una spiegazione... Approfondisci. Al nostro interno ci stiamo muovendo per supportare il personale ad avere una maggiore cognizione sui temi ambientali. Stiamo ristrutturando tutti i nostri building dal punto di vista sostenibile, intervenendo anche sul risparmio energetico, con una particolare attenzione al benessere delle persone. Abbiamo incentivato la riduzione del consumo della plastica, oltre a quello della carta grazie alla dematerializzazione e alle soluzioni cloud che hanno digitalizzato i processi aziendali. Inoltre, ci stiamo adoperando per poter disporre di un parco veicoli ibridi e non soltanto endotermici. Stiamo inoltre coinvolgendo dipendenti e agenti del Gruppo in varie iniziative legate a temi di diversità e inclusione. Con l’obiettivo di accelerare l’implementazione di iniziative a carattere di sostenibilità abbiamo inserito per tutto il management di primo livello un obiettivo trasversale sulla sostenibilità al fine di consentire una declinazione per singola area di business e valorizzare la diffusione in tutta l’organizzazione.
Verso l’esterno, siamo impegnati nella costruzione di un’offerta di prodotti e di servizi che incontrino i valori di riferimento dei fattori ESG: è il caso, ad esempio, delle coperture assicurative che incentivano forme di mobilità sostenibileMobilità sostenibile La mobilità sostenibile è un concetto che si riferisce all'uso responsabile dei mezzi di trasporto al fine di minimizzare l'impatto sull'ambiente e promuovere uno sviluppo economico e sociale equilibrato. Essa si basa sull'idea di ridurre l'uso di energia... Approfondisci, oppure prodotti per la salute ad integrazione del servizio sanitario nazionale, prodotti per la tutela del tenore di vita come la previdenza integrativa.
Come compagnia ufficiale dell’ACI abbiamo poi particolarmente a cuore il tema della sicurezza stradale e investiamo ogni anno l’1% del nostro utile netto per attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e soluzioni assicurative dedicate, come quelle che introducono misure di premialità per incentivare un corretto stile di guida. Abbiamo un progetto di guida sicura dedicato ai più giovani, il “Sara Safe Factor”, che dal 2005 ha coinvolto oltre 135.000 studenti in età da patente degli istituti superiori di numerose città italiane. È molto importante che si faccia tutto questo, usando anche strumenti forti per il coinvolgimento: una situazione vale più di cento parole.
Quali sono le sfide ESG per il mondo assicurativo?
Le imprese di assicurazione hanno un ruolo chiave alla luce della loro funzione tipica di assunzione dei rischi che fornisce protezione a famiglie e imprese, minimizzando gli effetti di eventi non prevedibili. Inoltre, nel loro ruolo di investitori istituzionali canalizzano le risorse finanziarie verso investimenti di lungo termine supportando la transizione verso un’economia sostenibile.
Il mondo assicurativo si è trovato recentemente coinvolto dal fenomeno dei cambiamenti climatici, che oggi non è più solo un rischio ma una realtà. Per questo oggi il governo sta lavorando su una politica assicurativa che vada a deliberare un obbligo assicurativo in capo alle imprese su catastrofi naturali. Oltre a questo, le principali sfide riguardano l’integrazione dei criteri ESG nell’offerta di prodotti assicurativi e nella valutazione dei rischi aziendali, la protezione dai rischi emergenti complessi e in continua evoluzione, come ad esempio quello che viene comunemente definito cyber risk per la protezione da furti di identità, attacchi hacker e violazione di dati, o la non autosufficienza legata al progressivo invecchiamento della popolazione. Infine, la sfida più difficile è aumentare la consapevolezza e l’adozione di polizze assicurative tra le famiglie e le PMI.
Ecco, a proposito di questo ultimo punto, perché l’Italia è sotto assicurata?
Ho iniziato a lavorare in compagnie svizzere e tedesche, e nonostante una crescita dell’attenzione verso i rischi, nelle assicurazioni per la protezione dei beni, della salute e del patrimonio l’Italia presenta un grande divario rispetto gli altri Paesi europei. Escludendo l’RC auto che è obbligatorio per legge, il premio annuo pagato in media da un cittadino italiano per le coperture assicurative di protezione è di 347 euro, mentre quello pagato dagli abitanti degli altri principali Paesi europei è in media di 913 euro. C’è ancora una scarsa conoscenza delle polizze e una cultura di diffidenza, finché non ci troviamo nelle difficoltà che vanno a impattare su situazioni forti che potrebbero mettere a repentaglio il nostro budget familiare non ce ne rendiamo conto. Si deve lavorare su una buona comunicazione per far capire che assicurarsi è un bisogno, è un’opportunità in più, una garanzia in più per eventi che escono dalla routine.
Si scommette su tante cose in Italia, si dovrebbe fare anche sul nostro benessere.
Quanto pesa l’uso dell’intelligenza artificiale nel settore assicurativo e qual è l’impatto sulle persone?
Sta esplodendo, la stiamo testando su diversi tavoli: tariffe, prodotti, liquidazione sinistri, ecc. Ad esempio da due anni collaudiamo la Self-perizIA, ossia uno strumento che in caso di sinistro consente al danneggiato di formulare un preventivo sul danno alle carrozzerie in tempo reale grazie allo smartphone e sistemi di IA e machine learning, con la liquidazione del danno che avviene entro 24-96 ore.
L’uso dell’intelligenza artificiale ha un impatto significativo anche sui dipendenti nel settore assicurativo, portando sia a opportunità che sfide, come ad esempio l’automazione dei compiti ripetitivi, l’aumento dell’efficienza operativa e il necessario sviluppo di nuove competenze. Per questo stiamo lavorando per formare i nostri dipendenti sull’intelligenza artificiale collaborando anche con le università. Si è lavorato inoltre con la Direzione IT per censire i fabbisogni delle varie direzioni aziendali per individuare le necessità e le azioni prioritarie che saranno sviluppate nel 2024. Si tratta di strumenti al servizio delle nostre persone, serve anche qui una corretta comunicazione per far capire che l’uso dell’IA è uno step evolutivo per il nostro lavoro che ci permetterà di ottenere risultati migliori. L’importante è ricordare che le persone devono governare il cambiamento.