Tempo di lettura: 3 minuti

Loading

Il Sustainability Manager, Gianmarco Tammaro: “Obiettivo è essere Carbon Net Zero entro il 2050”

Impatto sul territorio, con sostegno alle comunità locali. Gianmarco Tammaro, Sustainability Manager di Lactalis Italia, racconta a SostenibileOggi il lavoro del Gruppo sulla sostenibilità, insistendo sulla misurabilità dell’impatto sociale delle iniziative sostenibili.

Ci racconta l’impegno ESG del Gruppo?

Lactalis è un gruppo internazionale, composto da prestigiosi marchi in Italia come Galbani, Parmalat, Castelli, Leerdammer, Ambrosi. Sono 31 gli stabilimenti dislocati da Nord a Sud, con oltre 5mila dipendenti. Un numero rilevante che implica necessariamente l’impegno sui temi della sostenibilità. Questo impegno si declina a livello globale e sui territori locali, focalizzandosi su tre direttrici: People: attenzione agli infortuni, vicinanza ai territori, inclusione, attrattività dei talenti; Product: attenzione alla qualità e sicurezza dei nostri prodotti anche attraverso le certificazioni dei nostri stabilimenti; infine, Planet.

Sul tema Planet come si muove Lactalis?

L’impegno ambientale si declina secondo tre assi, a partire dalla strategia climatica: tutte le realtà del Gruppo sono impegnate nella riduzione delle emissioni Scope 1 e 2 del 25% rispetto alla baseline del 2019, del 50% entro il 2033 (sempre Scope 1 e 2) fino ad arrivare a Carbon Net Zero entro il 2050. Nel 2023 a livello di Gruppo mondiale c’è stata una riduzione delle emissioni del 10% rispetto al 2019, in Italia siamo al 14%. Sono risultati che abbiamo raggiunto grazie ad interventi di efficienza industriale e riduzione delle emissioni. Ad esempio, i nostri tre stabilimenti produttivi più grandi, Collecchio, Casale Cremasco e Corteolona, sono in grado di autoprodurre energia elettrica per oltre il 90% del fabbisogno. Poi, sul packaging, lavoriamo per la riduzione dell’impatto ambientale dei nostri imballaggi, perseguendo i seguenti obiettivi: progettazione con eco design tool entro 2025, aumento della quantità di materiali riciclati all’interno dei nostri imballaggi; riciclabilità in pratica di tutti gli imballaggi entro il 2033. Inoltre, uno dei progetti di maggiore impatto che abbiamo realizzato è stato lo sviluppo della “Filiera del riciclo per le bottiglie di latte in PET bianco opaco”. L’utilizzo di Pet riciclato evita la produzione di nuova plastica Pet vergine da fonti fossili, con un risparmio di oltre tremila tonnellate di Pet vergine all’anno, un risparmio di circa 150 milioni di bottiglie di Pet vergine all’anno e il minore utilizzo di Pet vergine comporta una ricaduta positiva anche in termini di emissioni di CO2 e di utilizzo dell’acqua. Sul benessere animale, ci impegniamo per avere un continuo monitoraggio dei volumi di latte acquistato, per la formazione ed il miglioramento delle pratiche in stalla. A tal proposito, è stata istituito quest’anno un nuovo team dedicato al benessere animale e la sostenibilità in stalla, per promuovere sempre di più la sostenibilità della filiera del latte. Il Gruppo ha dato il via ad un ciclo di incontri formativi rivolti agli allevatori, al fine di condividere le migliori pratiche in tema di sostenibilità in stalla e di mantenere un dialogo sempre trasparente e costruttivo. Nel primo evento, con oltre cento allevatori presenti, a Brescia, sono stati presentati i progetti promossi da Lactalis. Ad esempio, a supporto della filiera del latte, Lactalis ha avviato un progetto insieme alla startup xFarm per contribuire alla transizione digitale delle stalle. Il progetto è uno dei primi in Europa che permette anche agli allevatori di gestire e tracciare in modo efficiente e sostenibile la loro attività partendo dal campo fino al latte munto.

Come si fa percepire all’utente la misurabilità dell’impatto sociale dell’impegno delle aziende?

Sul sociale, utilizziamo metriche differenti a seconda dell’iniziativa condotta. Ad esempio, come Gruppo Italia, abbiamo redatto con Ambrosetti House un documento che quantifica l’impatto di Lactalis sul territorio italiano, lo Studio Impatto Paese, che si basa sulla metodologia di impatto dei 4 capitali: Cognitivo, Sociale, Economico, Ambientale. Invece, per quanto riguarda iniziative specifiche, come il lancio del Programma Distractive, da noi condotto dal 2024 con l’obiettivo di sensibilizzare su tematiche di fragilità sociale quali la lotta agli stereotipi di genere, il supporto all’inclusione e la diversità, la prevenzione dei disturbi alimentari, le metodologie di misurazione sono specifiche e variano a seconda dell’iniziativa. Ad esempio, si può misurare il livello di sensibilità prima e dopo lo svolgimento di attività formative, comprendendo così l’impatto generato sui destinatari.

Articoli correlati