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Entro la fine dell’anno in Cina ci sarà una capacità fotovoltaica di 150 GW, il doppio rispetto all’anno precedente

Se in Cina non si arresta la corsa al carbone, certamente non rallenta il fotovoltaico. Anzi, il paese orientale continua a installare impianti a ritmi vertiginosi, come riportato dalla società di ricerca Rystad Energy: entro la fine dell’anno si potrebbe arrivare a una nuova capacità fotovoltaica di 150 GW, valore quasi doppio alle aggiunte 2022, portando la potenza totale cumulata a 500 GW. Una quota che addirittura potrebbe essere raddoppiata nell’arco di tre anni. 

La crescita del fotovoltaico in Cina deve molto ai generosi investimenti elargiti al settore che hanno surclassato quelli destinati a qualsiasi altra fonte energetica. L’espansione si è verificata nella parte occidentale del paese, anche se la richiesta di domanda energetica è concentrata nelle regioni meridionali, dove sono concentrate le industrie. Sempre in Cina è stato recentemente realizzato il più grande parco fotovoltaico con accumulo su scala mondiale, costruito dal colosso statale Huanghe Hydropower Qinghai

La distanza tra Pechino e Washington

Ancora lo studio di Rystad rivela che il gigante asiatico dovrebbe superare la soglia di 1000 GW (1 TW) di capacità totale installata nel 2026, grazie ad aggiunte annuali sempre maggiori, mettendo sempre più distanza fra lei e le altre potenze economiche. Gli Stati Uniti, che stanno conoscendo un periodo di crescita verde attraverso gli incentivi dell’Inflation Reduction Act (IRA) voluta dall’amministrazione Biden, dovrebbero, in base alle previsioni, chiudere il 2023 con 32 nuovi GW, portando la potenza totale installata a 209 GW. Insomma, è concreta l’ipotesi di un abisso tra Pechino e Washington.

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