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In Italia sono poco più di 90, di cui è attiva solamente la terza parte, secondo il working paper “Modelli per promuovere le comunità energeticheComunità energetica Le comunità energetiche rappresentano un modello innovativo nel panorama energetico globale, basato sulla produzione, gestione, consumo e condivisione di energia rinnovabile in modo collaborativo. Queste comunità sono un esempio di governance energetica decentralizzata, dove i membri si uniscono... Approfondisci: un’opportunità per le utilities”, presentato di recente da Agici e Accenture.
Le comunità energetiche rinnovabili (CER) rappresentano una delle soluzioni per contrastare lo spreco energetico. Associazioni di utenti che producono, gestiscono, utilizzano l’energia di più impianti locali. L’autoconsumo per ridurre i prezzi pagati dai consumatori finali, consentendo così l’accesso all’energia anche per i meno abbienti. Sempre l’analisi Agici-Accenture ha stabilito che le comunità energetiche in Italia, con cinque GW di potenza installata, potrebbero determinare un beneficio economico tra 1,3-1,5 miliardi di euro e la riduzione di emissioni di carbonio nell’atmosfera per 1,3 milioni di tonnellate.
L’Italia però è in enorme ritardo, sia per l’iniziativa a rilento dei privati e per la lentezza delle istituzioni a svilupparne le potenzialità. Deve accelerare nella creazione e sviluppo delle comunità energetiche. Il report ha evidenziato che in Europa ci sono novemila comunità energetiche, con Germania (oltre 1750) e Danimarca davanti a tutti. In Francia se ne contano il doppio rispetto all’Italia, in Gran Bretagna sono quasi mille. Insomma, la situazione italiana è quasi imbarazzante, considerando il numero dei suoi abitanti. E per colmare il gap, adeguandosi alla Renewable Energy Directive della Commissione Europea, si deve raggiungere il 32% di consumo energetico da fonti rinnovabili entro il 2030.
Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha indicato qualche settimana fa l’obiettivo di arrivare a un’attivazione tra le 15 e le 20mila unità. Lo sviluppo delle comunità energetiche è previsto nel Pnrr, con un investimento da 2,2 miliardi di euro. Qualche giorno fa il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica italiano ha inviato alla Commissione europea la bozza del decreto CER (Comunità Energetica Rinnovabile), volto a incentivare la diffusione di forme di produzione e autoconsumo collettivo di energia da fonti rinnovabili, per perseguire gli obiettivi di decarbonizzazioneDecarbonizzazione La decarbonizzazione si riferisce al processo di riduzione o eliminazione delle emissioni di anidride carbonica (CO2) derivanti dalle attività umane, specialmente quelle legate alla produzione e al consumo di combustibili fossili. L'obiettivo della decarbonizzazione è quello di ridurre l'impatto... Approfondisci del 2030 imposti dall’Unione Europea.
Dalle tecnologie rinnovabili agli incentivi in tariffa sulla quota di energia condivisa da impianti a fonti rinnovabili, in una configurazione di autoconsumo. La potenza finanziabile sarà pari a cinque GW, con un limite temporale fissato a fine 2027. Le comunità realizzate nei comuni sotto i cinquemila abitanti potranno inoltre ottenere l’erogazione di contributi a fondo perduto fino al 40% dell’investimento.