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Bloomberg: Stati Uniti leader dell’idrogeno entro il 2030

Idrogeno pulito, oppure a basse emissioni. Oppure, low carbon. Un qualcosa che è difficile da ritrovare sul mercato, dove al momento c’è la versione grigia, piuttosto che verde o blu. Sul mercato dell’idrogeno, in ogni caso, fa le carte Bloomberg, che in un report analizza le prospettive di crescita, evidenziando che ci sono 1600 progetti annunciati nella produzione dell’idrogeno a basse emissioni a livello mondiale. Quindi, secondo Bloomberg, la fornitura di idrogeno “pulito” arriverà a oltre 16 milioni di tonnellate entro il 2030, mentre allo stato attuale si è a 0,5 milioni di tonnellate annue. Siamo in ogni caso lontanissimi dalle stime, obiettivamente irrealizzabili, di produzione da 38 milioni di tonnellate formulate dall’Agenzia internazionale dell’Energia (IEA).
Questo è il quadro generale, in cui si staglia, secondo Bloomberg, il primato degli Stati Uniti, destinati a diventare il più grande produttore di idrogeno pulito, arrivando al 37% della produzione complessiva, sia per i progetti in campo, sia per i crediti d’imposta garantiti dall’Inflation Reduction Act (IRA), il grande progetto dell’amministrazione Biden sulle rinnovabili. L’Europa, scrive Bloomberg, ha potenziato il suo lavoro sullo sviluppo dei progetti sull’idrogeno. Il Parlamento Ue infatti ha varato una nuova serie di leggi per la transizione dei mercati del gas e delle infrastrutture europee verso l’idrogeno. Il pacchetto gas adottato offre maggiore certezza giuridica agli investitori nella rete dell’idrogeno. Sull’idrogeno è andata forte anche la Cina e il combinato disposto tra le tre potenze monopolizzeranno la produzione: fino all’80% complessivo. Agli altri competitor, in sostanza, resterebbero solo le briciole.

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